Museo della guerra, l'appello di Zadra: «Visitatori in exploit, ma il bilancio è incerto» «Cambiate la convenzione, pende su di noi come una spada di Damocle». Il Museo storico italiano della Guerra di Rovereto lo chiede alla Provincia, domandando la modifica della legge Cogo, ovvero al riforma della cultura del 2007. «È paradossale: se abbiamo risultati migliori del previsto, siamo penalizzati» dicono all'unisono il direttore Camillo Zadra e il presidente Alberto Miorandi. Se ne è parlato anche ieri pomeriggio, durante l'assemblea dei 277 soci che oltre a rinnovare il direttivo ha approvato il bilancio. La questione riguarda proprio i conti: la Provincia finanzia anno per anno il museo, con circa 400mila euro. Ma si basa su un piano di previsione che il Museo deve presentare in anticipo, prima di sapere come andranno le mostre. E i contributi di Piazza Dante non possono superare di una certa cifra percentuale il bilancio di previsione, considerato però al netto dei biglietti venduti. Significa che, più biglietti si vendono, più pesano come entrate in bilancio e più si rischia di vedersi tagliare parte del finanziamento. «Quest'anno prosegue Zadra a esempio è andata molto bene. Abbiamo avuto 60.062 visitatori, oltre il 55 in più del 2013. Ma non l'avevamo previsto. E abbiamo così rischiato di vederci decurtare gli aiuti provinciali. Poi abbiamo avuto anche delle spese impreviste, per cui di fatto, sempre per la complicata burocrazia della legge, la Provincia ci ha dato comunque 400mila euro. Ma è assurdo che chi fa meglio venga penalizzato, anziché avere la possibilità di investire». Una questione che mette il museo in difficoltà anche sul personale: «Abbiamo stabilizzato 4 collaboratori aggiunge ma l'incertezza sul bilancio non ci consente di dare ai nuovi assunti troppe sicurezze. In questo senso, vorremmo che la convenzione fosse almeno triennale, anziché annuale, per poter pianificare un po' di più». Il bilancio 2014 ha entrate per 1 milione e 350.000 euro e un disavanzo di circa 8.000 euro che viene coperto dalle quote associative e dalle entrate patrimoniali del 5x1000. «Negli ultimi anni dice il cda ha creato una riserva patrimoniale di circa 70mila euro, ma non sono ancora abbastanza per far sì che ci consideriamo al sicuro». Anche perché il museo, essendo onlus, non può accantonare utile né chiudere l'anno in rosso. Le richieste ci sono anche per il Comune: «Servirebbe un deposito unico per tutti i musei della città ha detto il presidente Alberto Miorandi noi ne abbiamo 800, la pinacoteca 2mila, tenerle insieme sarebbe un risparmio di costi e energie». Ancora, richieste sulla viabilità: «Troppa colonna dal Garda a Rovereto». D'altro canto che la Grande Guerra interessi lo dicono in questi primi mesi del 2015 i numeri: già 4mila i visitatori in più dell'anno scorso. Molti gli ospiti attesi anche per la nuova mostra inaugurata ieri al castello, Morire per TrentoSterben fuer Trient , dedicata fin dal titolo al vissuto comune delle due parti in lotta cento anni fa.