«Questo è autolesionismo», dice il ministro Dario Franceschini. Ma per capire se gli Uffizi e gli altri musei statali fiorentini resteranno chiusi per sciopero il 4 e 5 aprile (sabato e domenica di Pasqua) bisognerà attendere fino a lunedì, giorno in cui Cgil e Uil hanno indetto una conferenza stampa per spiegare le proprie ragioni. Sindacati e lavoratori dei servizi aggiuntivi, per ora, non arretrano nemmeno dopo le rassicurazioni del ministro e nemmeno dopo una riunione d'emergenza che si è tenuta ieri pomeriggio nella sede della Cgil in Borgo dei Greci. Ma dai rappresentanti delle istituzioni alle categorie economiche tutti, viste le presenze registrate in città durante la Settimana Santa del 2013 e del 2014, parlano di un vero e proprio «suicidio». Sta di fatto che la minaccia di una serrata ha lasciato senza parole Franceschini che, da Pompei, ha spiegato che «qualche giorno fa ha incontrato una rappresentanza dei lavoratori degli Uffizi, che in questo caso non sono dipendenti pubblici, ma delle aziende che hanno la concessione dei servizi, e ho loro garantito che nelle prossime gare di affidamento che dobbiamo eseguire in trasparenza ed efficienza, inseriremo la clausola sociale. Quella, cioè continua il ministro che impone alla società vincitrice di una gara l'assorbimento del personale che già lavora nel sito. Ho letto che la protesta sarebbe perché ancora non è avvenuto nulla. Ma le gare non saranno indette prima di settembre 2015, quindi non avverrà nulla prima di settembre. Nel minacciare uno sciopero per Pasqua ci vedo un po' di autolesionismo e me ne dispiace quando viene da parte dei sindacati». Dal canto loro, Cgil e Uil, a capo della protesta, sottolineano che «non facciamo sciopero per divertirci ma perché ancora non ci vengono date risposte esaustive. Sono tre mesi che chiediamo di poter parlare con un valido interlocutore. Crediamo a Franceschini ma non possiamo tenere buone 300 famiglie solo con una dichiarazione rilasciata all'Ansa . Ci sono le sedi opportune: ci convochi a Roma e metta tutto nero su bianco. Qui non si vuole ricattare nessuno». Il sindaco Dario Nardella, senza andare troppo per il sottile, ha parlato di «un danno incalcolabile», soprattutto perché «siamo alla vigilia dell'Expo. Rivolgo ancora ai sindacati la richiesta a tornare indietro su questa decisione, perché fa molti più danni dei benefici che possono aspettarsi i lavoratori». Per il primo cittadino lo sciopero è «incomprensibile, oltre che un dispetto alla città, in un momento in cui comincia la stagione del turismo. È un danno di immagine per la cultura in Italia, che dovrebbe essere aperta 365 giorni l'anno». Un passo indietro è quello che auspicano anche Paola Grifoni, segretaria regionale del Mibact, e Stefano Casciu, direttore del Polo museale regionale «in considerazione del gran numero di turisti che affolleranno la città di Firenze e i suoi musei».