VENEZIA. Un antico palazzo di Venezia diventa hotel? Su un'area non edificata un privato vuole costruire un nuovo quartiere? D'ora in avanti, per ogni progetto, il Comune avrà già pronto lo schema su cui calcolare il beneficio pubblico. Ieri il commissario Vittorio Zappalorto ha approvato in consiglio comunale la delibera con l'obiettivo di mettere fine a una serie di polemiche che si sono succedute negli ultimi anni. L'esempio più emblematico è il Fondaco dei Tedeschi: per molti alla fine il beneficio pubblico è stato irrisorio. Ma non solo, nel caso del Fondaco, ci sono voluti anni e due giunte prima che Edizioni property, l'immobiliare dei Benetton, e Ca' Farsetti trovassero la quadratura del cerchio sui 6 milioni di euro (per Prada furono 8) e nell'uso per 11 iniziative pubbliche l'anno di atrio e auditorium. Adesso, con il nuovo regolamento, non dovrebbe più succedere: la delibera approvata ieri definisce i criteri di come individuare gli interventi di interesse pubblico e i parametri del beneficio. Il documento è dotato di due allegati, in cui si trovano formule di calcolo (complesse per i non addetti ai lavori) che dovrebbero eliminare ogni discrezionalità e far tacere le polemiche. Inoltre, si fissa a 2.500 euro il prezzo dei diritti di istruttoria e cioè il valore del lavoro degli uffici per approfondire gli interventi proposti. Costi tecnici a parte, il Comune ha fissato il beneficio pubblico al 50 per cento della valorizzazione del bene, metà del quale dovrà essere versato in soldi mentre il rimanente in opere di vario tipo come parcheggi, aree verdi, attrezzature o servizi per la collettività. Se l'intervento è nella città antica o nelle isole e si tratta di un'operazione turistico-ricettiva la percentuale sale dal 50 al 70 per cento del cosiddetto plusvalore. Ogni cambiamento di destinazione d'uso e trasformazione del territorio porta infatti vantaggi, anche solamente sulla carta, per chi investe, l'immobile o il terreno acquisiscono maggiore valore catastale e l'operazione, una volta completata, porta maggiori introiti ai proprietari. Ca' Farsetti ha dunque messo nero su bianco tutte le regole da seguire per eliminare qualsiasi dubbio si una eventuale discrezionalità degli uffici o della macchina comunale. Per capire poi se un intervento è davvero di interesse pubblico, è stato redatto una sorta di prontuario: i progetti devono essere conformi al Piano di assetto del territorio, sostenibili, ridurre al minimo il consumo di suolo e migliorare la qualità urbana sotto tutti i profili, anche sociale ed economico. I primi risultati si vedranno già nei prossimi mesi visto che sono ferme negli uffici diverse proposte dei privati di interesse pubblico.