Finalmente il talento dell'architetto Francesco Venezia torna in Campania. E a Pompei tra l'altro. Sarà lui a firmare una «piramide opaca», una struttura removibile, installata all'interno dell'Arena che ospiterà le mostre che si terranno nel sito archeologico. La prima è una novità assoluta: saranno esposti tutti i calchi delle vittime dell'eruzione vesuviana. Ma il 2015 sarà un anno di grandi eventi. Dal 26 maggio presso il museo archeologico di Napoli «Pompei e l'Europa», sempre con l'allestimento del napoletano Venezia: 250 opere tra reperti antichi e capolavori moderni provenienti dai più grandi musei italiani e stranieri per dimostrare quanto l'antica città abbia influenzato l'arte nei secoli. Mentre i «reperti organici» pompeiani saranno ospitati a Milano all'interno di Palazzo Reale. E l'eclissi non oscura neanche per un istante la bellezza di Villa dei Misteri. C'è addirittura il nastro da tagliare. Rosso pompeiano, neanche a dirlo. Riapre al pubblico dopo due anni di restauri e tre mesi di chiusura, Villa dei Misteri, poco fuori dalle mura dell'antica Pompei. Una domus suburbana immersa nell'abusivismo urbano. Splendidi gli affreschi, i pavimenti a mosaico, i due calchi delle vittime dell'eruzione vesuviana. «Qui a Pompei abbiamo cambiato pagina». Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, usa Villa dei Misteri come simbolo del cambio di passo che, grazie anche al suo predecessore Massimo Bray, il governo Renzi sta portando avanti con sovrintendenza speciale e la struttura che gestisce il Grande progetto Pompei. Un impulso negli ultimi tempi effettivamente c'è stato. Basta per colmare i tempi europei? «Se mi chiedete abbiamo risolto tutti i problemi? Rispondo: no. Ma li stiamo risolvendo? Sì». Giornalisti da mezzo mondo per ammirare la domus riaperta al pubblico e i cantieri attivi e quelli conclusi, tredici i primi, tre i secondi. Nove, invece, le gare aggiudicate, sette quelle in corso. Ottantacinque nuove assunzioni, duecentomila visitatori in più. «Anche gli ispettori Unesco nella loro relazione hanno sottolineato che ci sono miglioramenti tangibili sempre il ministro e significativi nello stato di conservazione di Pompei. Stiamo rispettando la difficile tabella di marcia». E ancora: «Le risorse sono un aspetto importante per Pompei, sia quelle della Comunità Europea che quelle italiane. Ritengo che, alla fine del piano dei 105 milioni di euro già stanziati e dopo aver dato alla Comunità prova di aver lavorato e speso bene le risorse che ci hanno dato, faremo nuove richieste all'Ue, che credo verranno gestite sempre dal Grande Progetto Pompei». Il ministro fa poi un annuncio: ci sono già contatti con dei privati («ma i nomi non li faccio») che vogliono investire su Pompei e che vogliono approfittare dell'art bonus (un credito d'imposta). «Ci sono molte attenzioni anche da sponsor privati spiega sempre il ministro . Siccome non sono ancora definitivi gli accordi, non mi sembra il caso di dirli. Ma sono sicuro che arriveranno presto. Le risorse private potranno integrare quelle pubbliche, ma ovviamente non sostituirle». Ad Ercolano la partnership con la Hewlett Packard funziona benissimo. Il lavoro di tutela e restauro a Pompei sarà «perenne», ricorda Franceschini, «ma stiamo ragionando anche sui servizi e sulle strutture di accoglienza, viabilità, trasporti e alberghi. E stiamo lavorando per rafforzare il personale ed introdurre nuove tecnologie». «Il 4 marzo aggiunge il direttore generale del Grande Progetto Pompei, Giovanni Nistri abbiamo firmato il contratto per la videosorveglianza, i cui lavori inizieranno nella terza decade del mese». Scavi aperti al pubblico a Pasqua, Pasquetta e primo maggio. Insomma almeno sugli scavi il governo mette la faccia volentieri.