Non so come la prenderebbe Mussolini - che sul Terminillo, «Montagna di Roma», aveva molto puntato per le sciate a torso nudo e le Settimane Bianche con Claretta Petacci - nel leggere che la Regione Lazio ha stanziato 20 milioni di euro, ai quali dovrebbero aggiungersi altri 46 reperiti dai Comuni interessati, per un rilancio dell'ormai annoso progetto, sul quale vi era stata già una bocciatura nel 2007 e ritenuto incompatibile nel 2010. Dopo gli anni del suo lancio voluto dal Governo fascista negli anni '30 - che attrasse molti sciatori dalla Capitale con una serie di impianti e creò alberghi come il Savoia e il Roma, e una sua ripresa negli anni '60 e '70 dello scorso secolo - il declino del Terminillo è stato continuo e crescente. Risultano oggi funzionanti circa sei chilometri d'impianti, mentre quasi otto, che pure hanno causato danni paesistici non trascurabili, versano in stato di abbandono o sono stati smantellati per inutilizzo. Oggi il progetto di ampliamento di impianti e piste è oggetto di pesanti critiche da parte di 12 Associazioni ambientaliste, dal Cai al Wwf, da Italia Nostra alla Lipu, da Mountain Wilderness a Federtrek e altre, preoccupate per il danno che l'ampliamento inferirebbe a un territorio montano protetto a livello europeo come Zona di Protezione Speciale (Zps) e come Sito di interesse Comunitario. Le dichiarazioni di interesse pubblico e comunitario di questa bellissima montagna si basano sui suoi aspetti naturalistici di notevole importanza. Tra questi, le antiche faggete con resti di vegetazione arcaica come l'agrifoglio, il tasso e la betulla, nel folto delle quali vivono specie ornitiche rare, dal picchio dorso bianco alla balia dal collare; le brughiere di mirtillo e i ginepreti d'altitudine dove vive la rara vipera dell'Orsini e le rupi che accolgono i nidi dell'aquila reale. Senza contare la presenza dell'orso marsicano e del lupo appenninico. Tra i vari motivi posti alla base delle osservazioni alla Valutazione d'Impatto Ambientale presentate al progetto «Terminillo Stazione Montana», vi sono quelle che denunciano il raddoppio delle aree sciabili con l'eliminazione di 22 ettari di faggeta, contro gli 11 dichiarati, e anche l'eccessiva valutazione economica del progetto che, per reggersi in piedi, dovrebbe il poter contare su un'utenza di 280.000 utenti l'anno, 20 volte quella attuale. Infine va sottolineato che il Piano Paesistico Regionale consente per il Terminillo esclusivamente «adeguamenti funzionali o completamenti delle strutture esistenti», mentre i provvedimenti in difesa delle aree Zps vietano la realizzazione di nuovi impianti di risalita.