I sindacati: due giorni di sciopero nelle gallerie statali per difendere i precari. Ira degli albergatori Porte di Uffizi e Accademia chiuse e migliaia di visitatori fuori, furiosi. È la scena che si potrebbe vedere a Firenze a Pasqua. Il fantasma dello sciopero incombe sul weekend di festa: i lavoratori dei servizi aggiuntivi dei musei statali, oltre 300 persone che si occupano di biglietterie, prenotazioni, book-shop, guardaroba, mostre e accoglienza, hanno deciso di incrociare le braccia sabato 4 e domenica 5 aprile (il 6 saranno aperti, anche se è lunedì), proprio durante il ponte considerato dagli operatori del settore una prova generale per la stagione turistica. I dipendenti di Opera Laboratori Fiorentini, che da 17 anni gestisce i servizi per il Polo Museale, sono preoccupati per il loro posto di lavoro, chiedono da mesi un interlocutore per confrontarsi sulla predisposizione del nuovo bando di gara per l'assegnazione dell'appalto, previsto nell'ambito della riforma dei Musei decisa dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, con la richiesta che venga inserita la clausola sociale e che siano mantenute le condizioni contrattuali e retributive anche nel caos in cui vinca un'impresa diversa da Opera. Dopo volantinaggi, flash mob e incontri che non hanno portato a nulla di fatto (l'ultimo il 6 marzo proprio con Franceschini) i lavoratori hanno scelto lo sciopero, deciso in assemblea e proclamato da Cgil e Uil. Non in due giornate qualunque, ma a Pasqua. L'ultimo sciopero fatto, per l'Immacolata di 5 anni fa, vide chiusi Uffizi e Accademia e lo stesso si preannuncia anche questa volta. Ma se prima del 4 aprile avranno una risposta e il nome di un interlocutore i lavoratori sono disposti a revocarlo. «Ci rendiamo conto del disagio che scaturirà da uno sciopero durante il periodo pasquale per l'intera città di Firenze, considerando l'impatto che questo avrà su tutto l'indotto legato al turismo ma in assenza dell'indicazione di un preciso interlocutore con il quale confrontarsi al fine di ottenere garanzie certe sul mantenimento dei livelli occupazionali, retributivi e contrattuali nella stesura del bando di gara, noi ci vediamo costretti a scioperare» scrivono i sindacati in una lettera aperta al sindaco Dario Nardella, chiedendo un suo impegno. Albergatori e commercianti, che sperano per Pasqua in una ripresa anche del mercato interno, sono infuriati. Per Paolo Corchia, presidente Federalberghi Toscana la chiusura dei musei darebbe «un colpo mortale al turismo in una città che ha bisogno dell'arte e della cultura» e sarebbe «una figuraccia a livello internazionale» da scongiurare. «È sconcertante, un ricatto insopportabile», sbotta Cristina Pagani, vicepresidente Confesercenti metropolitana. La chiusura dei musei creerebbe «un danno di immagine ed economico» a chi da mesi «sta lavorando per portare turisti a Firenze». Nel capoluogo toscano i numeri per le vacanze di Pasqua fanno ben sperare. «È tutto pieno spiega Pagani Ma lo sciopero potrebbe spingere molti a ripensarci e a disdire le prenotazioni». «È il peggior biglietto da visita che possiamo presentare ai nostri turisti», conclude Jacopo De Ria, presidente Confcommercio Firenze.