Alcuni lavoratori dei musei di Firenze hanno proclamato uno sciopero proprio nel fine settimana di Pasqua. «Un autogol per l'immagine e l'economia di Firenze e dell'Italia», ha detto il sindaco Nardella. Lo sciopero che chiude gli Uffizi nel fine settimana di Pasqua Firenze, addetti ai servizi nelle strutture statali in agitazione. Nardella: autogol FIRENZE Chiusi, sprangati come prigioni inaccessibili davanti a migliaia di turisti increduli e furibondi. Potrebbe essere questo lo scenario di Pasqua per i principali musei statali di Firenze, Uffizi, Galleria dell'Accademia e Palazzo Pitti compresi. «Sciopereremo sabato 4 e domenica 5 aprile», hanno annunciato al termine di un'infuocata assemblea i quattrocento lavoratori di Opera Laboratori Fiorentini, la società privata che si occupa dei servizi dalla biglietteria, al guardaroba, fino al bookshop in una quindicina di musei statali della città. Uno sciopero proclamato da Cgil e Uil con largo anticipo, stavolta, ma che provocherebbe disagi fortissimi al capoluogo toscano e all'esercito di vacanzieri in arrivo da ogni parte del mondo per le feste di Pasqua. Tanto che ieri sera a Firenze circolavano voci su una possibile precettazione che potrebbe arrivare direttamente dal ministero dei Beni culturali. E il sindaco Dario Nardella ha definito lo decisione dei sindacati un autentico «autogol». A far scattare la protesta è la nuova organizzazione dei musei statali, annunciata dal Mibac con tanto di bando di gara, e che, secondo i sindacati, metterebbe in pericolo l'occupazione dei quattrocento lavoratori (314 con contratto a tempo indeterminato) che da anni garantiscono i servizi ai musei statali fiorentini. I dipendenti di «Opera» chiedono dunque di discutere il bando che detterà le regole sulla nuova gara in materia di servizi aggiuntivi nei musei, una clausola sociale di salvaguardia e il mantenimento degli attuali livelli retributivi. Dopo l'assemblea i lavoratori hanno scritto una lettera aperta al sindaco Nardella. «Ci rendiamo conto del disagio che scaturirà da uno sciopero durante il periodo pasquale per l'intera città, considerando l'impatto che questo avrà su tutto l'indotto legato al turismo si legge nel documento ma in assenza dell'indicazione di un preciso interlocutore con il quale confrontarsi al fine di ottenere garanzie certe sul mantenimento dei livelli occupazionali, retributivi e contrattuali nella stesura del bando di gara, noi ci vediamo costretti a scioperare». Poi un appello al sindaco con l'invito a impegnarsi a trovare un interlocutore valido e affidabile con il quale discutere il loro problema. «Se sarà indicato e inizieremo a discutere siamo disposti a revocare lo sciopero», scrivono i lavoratori. La replica di Nardella non si è fatta attendere. «Lo sciopero proclamato per il 4 e 5 aprile prossimi sarebbe un autogol per l'immagine, la cultura e l'economia di Firenze e dell'Italia ha risposto il sindaco . E lo sarebbe soprattutto dopo le rassicurazioni che il ministro Franceschini ha dato loro il 6 marzo scorso, in occasione della sua partecipazione ad una iniziativa a Palazzo Vecchio». Quindi un contro-appello alla ragionevolezza: «Invito pertanto i lavoratori a ripensarci ha concluso il primo cittadino e a garantire l'apertura dei musei». I sindacati però denunciano di essere da troppo tempo inascoltati. «È dallo scorso mese di dicembre che ripetiamo in ogni sede che l'inserimento della clausola sociale e il mantenimento delle condizioni contrattuali e retributive sono i due principi fondamentali dentro i quali strutturare la gara di appalto, e tutti ci ignorano», ha dichiarato ieri sera Vanessa Caccerini della Filcams-Cgil. Ma che cosa accadrebbe a realmente in caso di sciopero? La sorveglianza delle sale dei musei statali (resterebbero infatti aperti quelli comunali e privati) sarebbe garantita dai sorveglianti che sono quasi tutti dipendenti pubblici, ma il problema sarebbe provocato dal blackout delle biglietterie. In questo caso sarebbe decisiva la percentuale di partecipazione all'astensione dal lavoro. A meno di ripensamenti.
Corriere della Sera
20 Marzo 2015
Sciopero a Pasqua. Il caso degli Uffizi
MA
Marco Gasperetti
Corriere della Sera
Riassunto in 200 parole:
I lavoratori dei musei di Firenze, appartenenti alla società Opera Laboratori Fiorentini, hanno annunciato uno sciopero per il 4 e 5 aprile, con il fine di protestare contro la nuova organizzazione dei musei statali annunciata dal Mibac. I lavoratori, che garantiscono i servizi ai musei statali, chiedono di discutere il bando di gara, una clausola sociale di salvaguardia e il mantenimento degli attuali livelli retributivi. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha definito lo sciopero un autogol per l'immagine, la cultura e l'economia della città.
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