Il nuovo dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali, Gaetano Pennino, potrebbe non avere tutti i requisiti in regola per ricoprire l'incarico. L'ultimo valzer di dirigenti aveva portato al trasferimento di Rino Giglione all'Urbanistica, dopo appena nove mesi di servizio, e al conseguente arrivo, lo scorso 6 marzo, di Gaetano Pennino, che fu capo di gabinetto dell'assessore Mariarita Sgarlata. Assessore che si dimise proprio a seguito di un dossier firmato da Giglione su presunti abusi della soprintendenza di Siracusa che avrebbe dato l'autorizzazione alla costruzione della piscina dello stesso assessore in una zona con vincolo demaniale. L'archiviazione da parte della magistratura portò ad un nulla di fatto, con conseguente reintegro della soprintendente e successivo trasferimento dell'allora dirigente. La giunta di governo ha così nominato, su proposta dell'assessore Antonio Purpura, Gaetano Pennino al vertice del dipartimento regionale dei Beni culturali. Per accettare l'incarico di dirigente, Gaetano Pennino, lo scorso 17 marzo, ha sottoscritto la dichiarazione obbligatoria in cui dichiara, pena l'esclusione dalla carica, "di non trovarsi in alcuna situazione di inconferibilità eo incompatibilità" così come previsto dal decreto legislativo n.392013. In particolare, l'articolo 4 di tale decreto che norma i casi di inconferibilità anche nelle amministrazioni regionali, stabilisce che "a coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall'amministrazione o dall'ente pubblico che conferisce l'incarico" non possono essere conferiti incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali. Dal curriculum di Pennino si evince che dal 10 dicembre 2013 al 10 giugno 2014 ha svolto il ruolo di Commissario straordinario al Consiglio del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, con poteri esecutivi. Ruolo ricoperto anche successivamente: il 29 settembre 2014 è la stessa giunta regionale a rinominare il dirigente Gaetano Pennino quale commissario straordinario. Il Parco, istituito con legge regionale nel 2000, di fatto dipende dall'assessorato regionale ai Beni culturali. In pratica, proprio a causa di quest'ultima nomina, Pennino non dovrebbe poter ricoprire l'incarico di dirigente regionale ai Beni culturali. La verifica dei requisiti, dopo la nomina del dirigente da parte dell'assessore e prima che la nomina stessa venga ratificata dalla giunta regionale, spetta alla segreteria tecnica che dovrebbe dunque controllare titoli ed eventuali inconferibilità. Sempre sul sito della Regione, risulta che il ruolo di coordinatore della segreteria tecnica dell'assessore, dal 10 novembre 2014, è ricoperto proprio da Gaetano Pennino che, a questo punto, avrebbe dovuto effettuare un'autoverifica sui propri requisiti prima di essere nominato dirigente ai Beni Culturali.
PALERMO-Una poltrona inconferibile? Nuova grana ai Beni culturali
Il nuovo dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali, Gaetano Pennino, potrebbe non avere tutti i requisiti in regola per ricoprire l'incarico. Pennino è stato nominato dal giunta regionale lo scorso 6 marzo, ma non ha effettuato un'autoverifica sui propri requisiti prima di accettare l'incarico. Il suo curriculum rileva che ha svolto il ruolo di Commissario straordinario al Consiglio del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, con poteri esecutivi, dal 10 dicembre 2013 al 10 giugno 2014, e successivamente dal 29 settembre 2014.
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