Italia Nostra attacca il disegno di legge e prevede la devastazione del paesaggio CAGLIARI. La legge sull'edilizia che il consiglio regionale si prepara ad approvare provocherà un disastro ambientale e paesaggistico. I quattromila alberghi dell'isola e le 900mila abitazioni, di cui 300mila vuote, potranno essere ingranditi da un minimo del 20 a un massimo del 45 per cento. Conti alla mano, l'effetto della legge sarà la costruzione nel tempo di milioni di metri cubi mentre la popolazione della Sardegna continua a calare. A denunciare quella che viene definita come la brutta copia del già devastante piano casa del governo Cappellacci è l'associazione Italia Nostra, che partendo da un'ampia giurisprudenza chiede che la legge sia equiparata a uno strumento di pianificazione e di conseguenza sottoposta alla Vas, la valutazione ambientale strategica. Si tratta di una procedura di emanazione europea, che serve a prevedere e valutare la compatibilità di un piano con l'obbligo costituzionale di tutelare il paesaggio, inteso come patrimonio indisponibile del paese. Una valutazione da fare prima che la norma vada all'approvazione e non dopo. Maria Paola Morittu e Graziano Bullegas - referente per la pianificazione territoriale e presidente dell'associazione - contestano con forza la scelta di passare direttamente all'esame consiliare della legge saltando la Vas e tra le righe dei due documenti indirizzati al presidente Pigliaru, agli assessori, ai presidenti delle commissioni e ai dirigenti regionali tra cui quello del Savi annunciano una dura battaglia legale che si aprirà inevitabilmente se la norma verrà approvata. L'atto d'accusa è categorico: «Le finalità e l'oggetto della normativa che si vorrebbe approvare scrivono Morittu e Bullegas sono esattamente gli stessi del piano casa di Cappellacci, sinora fortemente avversato anche dall'attuale maggioranza politica, con l'enorme aggravante che le deroghe al piano paesaggistico e ai regolamenti comunali non sono più previste come provvisorie ma diventano definitive». Per Italia Nostra con questa legge «si decide l'annullamento della pianificazione e si sancisce la fine di ogni governo pubblico del territorio, la Regione abdica al suo ruolo di controllo e priva i comuni di prerogative garantite da leggi dello Stato». Quella all'esame della massima assemblea elettiva dell'isola è per Italia Nostra «l'esatto contrario di una legge in linea con i princìpi costituzionali, che assicuri la conservazione del suolo non edificato e il mantenimento della forma e degli aspetti più significativi delle nostre città, conservi i centri storici, la qualità del verde e degli spazi pubblici, protegga l'ambiente e la salute dei cittadini, incentivi l'attività agricola e garantisca la sicurezza del territorio». Siamo di fronte, per Italia Nostra, a un attacco al paesaggio della Sardegna, una colata di cemento inutile e dannosa perché «tutta l'operazione è scritto nel documento nasconde anche un fine speculativo». I caratteri di illegittimità della norma - secondo Italia Nostra - sono riferiti anche al fatto che «il disegno di legge non solo non rispetta le prerogative dei comuni in materia di pianificazione del territorio, ma stravolge anche gli equilibri stabiliti dalle norme nazionali e regionali in materia di standard, aumentando scrive l'associazione i notevoli quanto imprevedibili impatti sull'ambiente». Tra gli affetti della legge sull'edilizia Italia Nostra prevede la riduzione di verde, servizi pubblici e parcheggi con ripercussioni significative sull'ambiente, il paesaggio e il patrimonio culturale della Sardegna.