Alla Sala Estense esperti a confronto per "Divulgare i beni culturali nei media": la formazione continua è fondamentale San Tommaso d'Aquino scriveva Timeo lectorem unius libri ("Temo il lettore di un solo libro"). Ecco un problema che già nell'Italia medievale faceva capolino: quello dell'accesso alla cultura e della sua divulgazione. Ieri nella città che ha ospitato il fervore artistico e culturale degli Estensi, si è riunito in una Giornata di Studi un manipolo di quelli che, militarmente parlando, potremmo definire come Arditi dell'"Armata dei beni culturali italiani". In sala Estense il pubblico ha infatti potuto assistere all'incontro "Divulgare i Beni culturali nei media" organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Ferrara ed in particolare dal professor Livio Zerbini con la collaborazione di Rai Cultura e Rai Radio. Dopo le parole di apertura del vicesindaco Maisto che ha ricordato come Ferrara possa e debba essere considerata «un punto di riferimento per la divulgazione della cultura oltre che un luogo dove pensare e studiare», una dozzina di autorevoli esponenti del mondo della divulgazione (in particolare del mondo "Rai"), e della ricerca storica e scientifica si sono confrontati su temi di grande spessore ed attualità. L'argomento "beni culturali" a tratti si è metamorfizzato in quello "guerra e conflitto", a partire dall'introduzione di Stefano Scansani, direttore de La Nuova Ferrara e moderatore dell'evento: «I signori qui seduti sono gli antagonisti mediatici di quelli che dell'altra parte del mondo usano gli stessi mezzi di comunicazione per divulgare la distruzione del patrimonio monumentale mesopotamico che sta all'origine delle nostre culture». «Il califfo Abu Bakr, profondamente diverso dai califfi medievali spiega Cardini, medievista e divulgatore è convinto che gli occidentali siano "crociati", preoccupati dei valori storici e tenaci sostenitori della loro cultura. Sappiamo che purtroppo non è così ma dobbiamo fare tutto il possibile per dargli ragione». Il discorso di Cardini tocca anche le "corde" dell'educazione: «L'aggiornamento degli insegnati è un problema essenziale. Vanno bene i 500 euro di Renzi per le attività culturali dei docenti ma occorre una formazione più adeguata. Mandereste mai vostro figlio da un dentista che usa ancora il trapano a pedale?». Mario Tozzi incentra il suo intervento su tre vicende che dimostrano come i dati del geologo e quelli dello storico possano incrociarsi per ricostruire l'antichità: il Diluvio Universale potrebbe in realtà ricollegarsi all'inondazione del Mar Nero (che 7500 anni fa era un lago) da parte del Mar Mediterraneo, la Pizia delfica era invasata dalle esalazioni emanate da spaccature nel terreno e, infine, Atlantide non sarebbe altro che la Sardegna. Per Roberto Giacobbo, che ha partecipato al tavolo via skype, «la scommessa della divulgazione è quella di stare sempre al passo con i tempi a livello di risorse e di messaggi». Memoria-identità: ecco un altro binomio "princeps" dell'iniziativa. «La storia è l'individuazione della memoria collettiva afferma Sergio Valzania, vicedirettore di Radio Rai - i Greci avevano la mitologia come elemento unificante e i Romani il diritto». Anche questa volta Zerbini è riuscito a portare a casa un ottimo risultato: «La Giornata ha avuto successo sia dal punto di vista dell'affluenza di pubblico sia perché l'obiettivo di favorire un dialogo fra media ed esperti è riuscito commenta il professore -si sono inoltre gettati stimoli interessanti per quanto riguarda la metodologia di divulgazione. Il Lac (Laboratorio di Antichità e Comunicazione) prosegue nella sua mission e a Ferrara si sta creando una comunità molto attiva». In realtà a Ferrara si sta facendo molto di più: Zerbini ha infatti dato vita al primo Master in Italia di "Divulgare e comunicare i Beni Culturali" le cui iscrizioni scadranno a fine marzo. Come direbbe Seneca, mala tempora currunt ("corrono brutti tempi"), anche per i beni culturali, ma chissà che un manipolo di eroi non possa fare la differenza.. Solo nel pomeriggio è arrivata Syusy Blady: «Fare divulgazione attraverso il viaggio significa lasciarsi colpire dalla curiosità e dagli elementi che anche soggettivamente ci colpiscono». Da segnalare anche l'intervento del vicedirettore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, Mario Cesarano. Eleonora Poltronieri
Come salvare l'Italia? Diffondendo cultura
Riassunto in 200 parole:
Ieri a Ferrara si è tenuto un incontro "Divulgare i Beni culturali nei media" organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Ferrara e Rai Cultura. La conferenza ha visto la partecipazione di esperti del mondo della divulgazione, della ricerca storica e scientifica, e del mondo dei media. L'argomento "beni culturali" si è trasformato in "guerra e conflitto", con l'introduzione di Stefano Scansani, che ha parlato di come gli occidentali siano "crociati" e preoccupati dei valori storici. Cardini ha sottolineato l'importanza dell'educazione e della formazione degli insegnanti per la divulgazione dei beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo