A ottobre l'evento curato da Lionello Puppi, storico avversario delle mostre di Goldin, e promosso da Andrea Brunello. Saranno esposte cinquanta opere del pittore cretese e una quarantina di Tiziano, Tintoretto e altri TREVISO. La grande mostra arriva, quest'autunno. Ma a Casa dei Cararresi, non a Santa Caterina. Sarà un'esposizione dedicata alla figura di El Greco, il pittore cretese del Cinquecento, genio molto moderno che si rivelò a Venezia e a Roma, prima di concludere la sua esistenza in Spagna. Una mostra curata da Lionello Puppi, storico dell'arte, accademico emerito a Ca' Foscari, grandissimo studioso del Rinascimento veneto, fra i sostenitori del comitato per la difesa di Santa Caterina. Con lui cura l'esposizione anche Serena Baccaglini, presidente di Artelling. La promuove Kornice, la nuova società di Andrea Brunello, l'imprenditore e finanziere trevigiano (gestisce fondi di investimento che operano nel settore dell'arte), che torna in patria dopo l'esperienza (e le disavventure giudiziarie) di Brescia, dove finì nel mirino della magistratura per aver gonfiato i dati dei visitatori, quando guidava la società Artematica, di cui era socio peraltro anche Bepi Stefanel. La mostra su El Greco si configura come un'operazione da 3 milioni di euro, cui collabora Fondazione Cassamarca, che offre i Carraresi - sede attrezzata per i prestiti internazionali sin da quando nel 1998 ospitò il ciclo impressionista di Marco Goldin con tutti i suoi spazi di servizio e si accollerà le spese vive legate all'immobile. I bene informati dicono che il presidente Dino De Poli non fosse convinto dalle nuove proposte di Adriano Madaro (si parla dell'arte aborigena australiana e dell'Oceania), dopo il ciclo dedicato al Giappone, e abbia colto al volo l'opportunità offerta dalla grande mostra di Puppi. Specie adesso che l'operazione Goldin si è incagliata, per quanto Manildo speri di salvarla in extremis. La mostra aprirà a ottobre, forse a metà, e si concluderà nell'aprile 2016. È un progetto cui Puppi lavora da tempo: «Sono particolarmente soddisfatto, dopo due anni e mezzo di lavoro e di ricerca: i visitatori potranno vedere una cinquantina di opere che documentano per la prima volta l'evoluzione di El Greco nel suo periodo giovanile e della prima maturità, in sostanza la sua fase italiana prima dell'esperienza di Toledo», spiega il docente universitario, «una fase sin qui poco esplorata. Le opere in mostra saranno una novantina: 45-50 di El Greco, poi tele di Tiziano, Tintoretto, dei due Zuccari, venti disegni e altrettante stampe». Inevitabile chiedere a Puppi se questa sia una risposta all'affaire Goldin e alle polemiche degli ultimi mesi, dal momento che l'accaedemico ha firmato l'appello del comitato Santa Caterina Bene Comune per difendere il museo dai lavori per ospitare la mostra di Goldin. «No comment», risponde, «a me piace poter presentare un progetto culturale che illumina uno dei più grandi artisti europei in una fase poco esplorata, se non in piccola parte dalla mostra di Pallucchini a palazzo Ducale, tantissimi anni fa». leggi anche: Marco goldin e Giovanni Manildo Manildo: «È una bella notizia». Ma punta ancora su "Marco" Il sindaco non si arrende: punta a lavori in extremis per una mostra imperniata sui prestiti delle collezioni private, con i gioielli mai visti prima annunciati da Goldin, che può vantare una rete straordinaria di collezionisti. Brunello sottolinea il valore del suo ritorno a Treviso: «Riparto da qui, dalla mia città, non voglio assolutamente che si parli di salvatore della patria, do il mio contributo, non voglio sentir parlare di concorrenze, di questo o di quell'altro», dichiara, «credo in un progetto collettivo, un sistema Treviso, mi piacerebbe che altri interlocutori pubblici e privati si associassero, in una tavolo comune per il bene della città e della Marca. Penso ad esempio a un circuito sul Cinquecento, a un biglietto cumulativo anche con le opere nei musei». E insiste: «Mai come oggi Treviso ha bisogno di tornare protagonista, di farsi conoscere: ci tenevo a ripartire da qui, dopo la pausa di due anni che mi sono preso in seguito a quanto è avvenuto a Brescia. I miei due figli hanno letto sui giornali cose spiacevoli su di me, mi sono preso le responsabilità, ma mi auguro di poter ristabilire tutta la verità, quando verrà a galla, spero presto. Da Treviso a Conegliano, da Milano a Brescia ho sempre lavorato su progetti di altissima qualità. E credo in questo progetto su El Greco, straordinario, senza precedenti in Italia: pensi che da Treviso, a fine 2016, potrebbe sbarcare a Parigi».
Addio Goldin a Treviso? Arriva El Greco ai Carraresi
Il sindaco di Treviso, Dino De Poli, ha dichiarato che la mostra su El Greco, curata da Lionello Puppi, è un progetto da 3 milioni di euro. La mostra si configura come un'operazione da 3 milioni di euro, cui collabora Fondazione Cassamarca, che offre i Carraresi - sede attrezzata per i prestiti internazionali. La mostra su El Greco si configura come un'operazione da 3 milioni di euro, cui collabora Fondazione Cassamarca, che offre i Carraresi - sede attrezzata per i prestiti internazionali sin da quando nel 1998 ospitò il ciclo impressionista di Marco Goldin.
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