New York. Shìgeru Ban, ormai sotto le spoglie del gruppo Think, continua a intervenire sui temi di interesse generale per la sostenibilità dell'architettura e per trasformare la cultura post-industriale in una poetica intensa. l'architetto giapponese ha costruito al Pier 54, che dalla 13th Street west prende la direzione dell'Hudson, una struttura temporanea costituita da container multicolore alternati a grandi vuoti. L'architettura che ne è derivata è il Numadic Museum che dopo il 6 giugno, e quattro mesi passati sui moli di New York, partirà per altre destinazioni. Un asse centrale crea la nervatura per i 45 mila piedi quadrati al centro dei container. La copertura è in tubi di carta riciclati. Ban non è nuovo a queste performance: ha usato per la prima volta i tubi di cartone, normale contenitore della carta per gli architetti, nella struttura-casa minima di emergenza dopo il sisma o altre catastrofi del Sud-est asiatico. I riflessi sul fiume e in particolare al tramonto e nella notte newyorkese sono emozionanti. Nello spazio interno è stata allestita la mostra itinerante delle fotografie di Gregory Colbert, un artista canadese che ben presto si è trasferito a Parigi diventando documentarista e incentrando il proprio lavoro su temi sociali. L'esposizione ha il titolo di "Ashes and Snow": 199 foto di grande dimensione percorrono l'intera mostra insieme al film in 35 mm di Pietro Scalia vincitore dell'Oscar. In futuro, secondo Ban ci sarà sempre più necessità di attenzione per la sostenibilità dell'architettura. L'organizzazione della mostra è stata assicurata dalla Bianimale Foundation che ha come finalità la conservazione e la protezione dell'habitat naturale. Il museo può essere facilmente organizzato in 37 container e trasportato a basso costo in nave. Il Museo Nomade è composto in gran parte di materiale che può essere facilmente riciclabile. La Nigel Cooke, galleria lineare ha un pavimento di legno sospeso rra 64 colonne. Colbert dice che Shigeru è il Mozart dell'architettura sostenibile. E aggiunge poi lo stesso Colbert che ha voluto questo museo come altri progetti di Ban tacilmenre comprensibili dai visitatori.