IL REPORTAGE LE FINANZE pubbliche destinate ai beni culturali scarseggiano? Ministeri, soprintendenze, Comuni, ma anche Diocesi e ordini religiosi, piangono miseria? Impazza, in compenso, il crowdfunding. E soprattutto funziona, a giudicare dai soldi arrivati in men che non si dica a San Miniato al Monte, Orto Botanico, Biblioteca Nazionale dopo la grandinata di settembre, o all'Opera di Santa Croce per il restauro della Cappella de' Pazzi, o all'Opera del Duomo per quello del Battistero (soprattutto dalla gente comune, mentre latitano le grandi imprese). Ma non sono solo i big della cultura e dell'arte ad avvantaggiarsi di questa generosità diffusa, da mostrare a colpi di contributi anche minimi, né è sempre e solo denaro ciò che si chiede, e si offre, bensì anche aiuto concreto, "di braccia". Come quello che sta facendo rivivere l'antica chiesa benedettina olivetana di San Bartolomeo a Monte Oliveto, gioiello quattrocentesco à coté del parco di Villa Strozzi. Per molti anni rimasta aperta solo in occasione di messe domenicali e rare cerimonie, ma non ai visitatori del suo prezioso patrimonio artistico, e fino a dicembre scorso costretta alla coabitazione forzata con i duecento occupanti abusivi dell'ex ospedale militare di Monte Oliveto, del cui complesso fa parte. Una Cenerentola, insomma. Sgomberati gli occupanti con la forza pubblica, per la chiesa è cominciata una nuova vita grazie alla Onlus Amici di San Bartolomeo- Accademia degli alterati, associazione fondata da Anna Maria Castelli e Andrea Borselli che ora, insieme ai monaci benedettini olivetani di San Miniato al Monte, se ne sta prendendo cura. E con una formula originale, dettata dai tempi ma anche da una creatività che potrebbe fare scuola. Attrice e cantante lei, collaboratrice da anni del premio Oscar Luis Bacalov, poeta e sceneggiatore lui, oltre a garantire l'apertura della sontuosa chiesa (per la cui Sala del Capitolo Leonardo concepì l'Annunciazione oggi agli Uffizi), i due speciali "animatori" offrono piccoli "racconti guidati" fra i capolavori della chiesa, affreschi come l'Ultima cena del Sodoma (1515), e quelli a firma di Bernardino Poccetti, nonché tele di importanti pittori soprattutto manieristi. Ma non solo. Per far conoscere ai fiorentini Monte Oliveto, Castelli e Borselli si sono inventati Pomeridiana, rassegna di appuntamenti culturali della domenica pomeriggio con musica, poesia, presentazioni di libri, a offerta libera. E sempre in overbooking. «Una sorpresa che non ci aspettavamo - racconta Castelli - segno che ai fiorentini, non certo sazi del loro patrimonio culturale, non sembra vero di godersi a tutto tondo un luogo così straordinario anche se appartato rispetto ai grandi luoghi monumentali». Da qui, spiega Borselli, «l'idea di mettere questo spirito di partecipazione al servizio di San Bartolomeo, dove le cose da fare sono molte», specie alla luce UN GIOIELLO L'antica chiesa benedettina olivetana di San Bartolomeo a Monte Oliveto degli effetti vandalici della lunga occupazione abusiva. Così, è bastato un appello via mail ai numerosi visitatori e ai partecipanti di Pomeridiana, per vederseli arrivare a maniche rimboccate, pronti a dare una mano a sgombrare e ripulire le antiche cripte dell'ex ospedale mi-litare, riempite dagli ex occupanti di rifiuti di ogni genere. Per non parlare delle masserizie che ingombravano l'antica chiesa trecentesca, che si trova sotto l'attuale e ospita, fra gli altri, il sepolcro della famiglia Strozzi, o dell'antica Sala dei monaci detta del Paradiso, trasformata in pizzeria abusiva, con tanto di forno in muratura. Uno scempio scoraggiante, ma non per i volontari amici di San Bartolomeo, riusciti nel miracolo: «Ripulire tutto, riempire dieci camion di Quadrifoglio e restituire a se stessi cripta e chiesa », spiega Castelli, per i quali la soprintendenza e la congregazione dei benedettini olivetani potranno procedere al restauro. E l'ambizione, spiegano i due animatori, è di poter finanziare i lavori (costo stimato. 100 mila euro) con un vero e proprio crowdfunding, e ovviamente sotto la supervisione della soprintendenza. Ma il primo passo è intanto la ricerca immediata di 14 mila euro, anche in questo caso attraverso un crowdfunding, necessari per il restauro- urgentissimo- del portale della chiesa, datato 1472 e firmato da Michelozzo, meraviglioso bassorilievo di pietra forte che sta letteralmente cadendo a pezzi. Il progetto è pronto, messo a punto dalla onlus e approvato dalla soprintendenza. Intanto le iniziative culturali di San Bartolomeo continuano: prossimo protagonista, il grande organo meccanico della chiesa, che tornerà a suonare in alcuni concerti previsti per le celebrazioni dei 150 anni di Firenze capitale. E la ripresa (dal 29 aprile) delle messe domenicali.