VENEZIA. Otto milioni in più nelle casse comunali. Ci sono voluti quasi quattro anni ma alla fine il Comune ce l'ha fatta: i soldi bloccati dalla vendita, nel dicembre del 2011, di Ca' Corner della Regina alla Fondazione Prada ora possono essere scongelati e quindi usati. È questione di ore, ma la partita si è chiusa dopo lunghe trattative e non pochi pensieri per Ca' Farsetti. Il palazzo sul Canal Grande era stato venduto a 40 milioni di euro a ridosso della fine del 2011 per evitare lo sforamento del patto di stabilità. L'operazione della giunta di Giorgio Orsoni, come era successo l'anno prima con l'alienazione dell'ex Pilsen in bacino Orseolo, era avvenuta all'ultimo momento e alcune questioni erano lasciate in sospeso. Proprio per questo parte dei soldi erano stato bloccati in un apposito conto corrente. Tra i vari atti mancanti c'era l'approvazione della delibera in consiglio comunale ma, soprattutto, serviva il via libera della Direzione regionale ai beni culturali per permettere un uso residenziale di parte del palazzo, ossia il mezzanino e il piano nobile, come richiesto da Prada per farne una sorta di foresteria a uso esclusivo e privato della Fondazione. All'epoca scoppiarono pesanti proteste in città, con in prima fila l'associazione Italia Nostra che aveva presentato ricorso al Tar (perdendolo) contro la vendita dell'immobile. Prada, che da due anni aveva già in affitto lo stabile dalla Fondazione Musei, fu anche accusata di volersi creare una dependance di lusso con vista sul Canal Grande, privando così i veneziani di un edificio pubblico. In consiglio comunale, l'opposizione di centro destra tentò di bloccare la delibera con l'ostruzionismo e, in sala, un folto pubblico contestò le scelte della maggioranza. La delibera fu comunque approvata e molti pensarono che la partita fosse chiusa. Ma non era così, perché per liberare gli 8 milioni serviva il via libera all'uso residenziale. In un clima infuocato a Venezia contro le trasformazioni di beni un tempo pubblici (in quel periodo si discuteva anche della trasformazione del Fondaco dei Tedeschi a grande magazzino), i rapporti tra l'ex sindaco Giorgio Orsoni e l'allora direttore regionale dei Beni culturali Ugo Soragni non erano tra i più distesi e non arrivò mai l'ok a creare l'appartamento a Ca' Corner della Regina. Di contro, l'uso a sala espositiva è stato accordato senza problemi e quindi i nuovi proprietari ha potuto organizzare mostre ed eventi. Ora però i problemi sono stati tutti risolti: prima di traslocare a Roma, l'ex soprintendente Renata Codello ha detto sì alla residenza e, a breve, il Comune potrà usare gli 8 milioni di euro. Quelli di Prada non sono gli unici soldi congelati: ci sono infatti altri 6 milioni di beneficio pubblico del Fondaco ma bisogna aspettare la fine dei lavori, prevista tra un anno.
Venezia, Ca' Corner della Regina. Piano nobile privato. Prada salda il Comune
Il Comune di Venezia ha finalmente risolto il problema dei soldi bloccati dalla vendita di Ca' Corner della Regina alla Fondazione Prada nel 2011. I soldi, pari a 8 milioni di euro, possono ora essere scongelati e utilizzati. La partita si è chiusa dopo lunghe trattative e non pochi pensieri per Ca' Farsetti, un altro palazzo sul Canal Grande che era stato venduto a ridosso della fine del 2011 per evitare lo sforamento del patto di stabilità. La vendita di Ca' Corner della Regina era stata avvenuta all'ultimo momento e alcune questioni erano state lasciate in sospeso, tra cui l'approvazione della delibera in consiglio comunale e il via libera della Direzione regionale ai beni culturali.
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