Bassetto in Municipalità: non c'è tempo. Italia Nostra e Venezia Cambia contro VENEZIA. Non ci sarà nessun accordo con Assicurazioni Generali Italia sulle Procuratie vecchie fino all'arrivo del prossimo sindaco. Dopo il Regolamento edilizio ora il commissario Vittorio Zappalorto congela anche l'accordo firmato lo scorso febbraio con il presidente di generali Italia Roger Donnet. «L'amministrazione commissariale non intende chiudere il procedimento ha spiegato il vicedirettore generale Luigi Bassetto alla II commissione della Municipalità, riunita ieri sul tema - le osservazioni andranno al vaglio del prossimo sindaco». Bassetto ha aggiunto che è una questione di tempi: dopo il parere della Municipalità (voterà mercoledì prossimo) l'accordo deve essere adottato dal consiglio comunale e poi ci sono altri 60 giorni per le osservazioni, quindi si scivolerebbe in tempo di elezioni. Ma c'è di più, dice Bassetto: «E' un accordo che ha valenza politica». L'accordo già firmato il mese scorso prevede tre scenari alternativi, che contemplano tutti la presenza di una foresteria a solo uso interno di Generali, 640 metri quadrati in uso a titolo gratuito al Comune per trent'anni (dove oggi ospita il Consiglio d'Europa, l'Hermitage, l'Aspen Institute e che valgono un canone d'affitto annuo di 350 mila euro), il divieto di realizzare una struttura ricettiva, la cancellazione del debito di 400 mila euro che l'amministrazione ha con Generali e una somma a beneficio pubblico una tantum. Nella prima ipotesi la cifra è di 3 milioni di euro e prevede che gli spazi vadano a fondazioni culturali o universitarie. Nel secondo caso è di 4 milioni di euro se Generali tornerà con i suoi uffici in piazza, «perché l'amministrazione valuta l'importante ritorno occupazionale», spiega Bassetto. Nel terzo caso «un'ipotesi solo scolastica», precisa il vicedirettore si parla di 12 milioni di euro, ma in cambio la struttura avrà un uso commerciale. «In questo ipotesi però andrebbe cambiata la destinazione d'uso», nota Cristiano Gasparetto di Italia Nostra. In più c'è una data, il 30 giugno: fino a quel giorno vale la moratoria sugli affitti dei 640 metri quadri strappata da Ca' Farsetti. Proprio su standard urbanistico e destinazione d'uso dello storico immobile si è aperta la querelle. Marco Zanetti e Giampietro Pizzo di Venezia Cambia 2015 ieri hanno consegnato a Zappalorto e al sub-commissario Michele Scognamiglio, ben 28 osservazioni, denunciando la mancanza di trasparenza nel procedimento, la carenza di documentazione e in particolare di una perizia sul valore, e ricordando che «sull'edifico vige uno standard a uso pubblico come su tutte le Procuratie in base a una variante al Prg del 2002». L'architetto Vincenzo De Nitto, dell' ufficio Urbanistica, invece ha spiegato che si tratta di eliminare l'anomala destinazione attuale «Assicurazioni Generali e uffici giudiziari», mentre restano validi i vincoli dello standard «città antica» con in più la clausola prevista dall'accordo che vieta la destinazione ricettiva. «Lo standard pubblico è scaduto nel 2010 ed è venuto meno quando il Tribunale se n'è andato», dice De Nitto. Venezia Cambia ricorda infine che tra Comune e Generali ci sono dei contenziosi aperti su affitti, su un permesso di costruire e anche un'impugnazione del Pat da parte del Leone.