La nuova policy del governo Renzi richiama anche i privati alla difesa e sviluppo dei beni e attività culturali. Lo scorso ottobre il Senato ha approvato il decreto proposto da Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali, con novità significative per il settore, a cominciare dall'ArtBonus, che prevede agevolazioni fiscali con una deducibilità del 65 delle donazioni devolute per il restauro di beni culturali pubblici, le biblioteche e gli archivi, gli investimenti dei teatri pubblici e delle fondazioni lirico sinfoniche. «Una legge, dunque, che abbatte due barriere: quella del rapporto tra pubblico e privato - ha dichiarato il ministro - e quella della separazione tra la tutela e la valorizzazione che per troppo tempo hanno monopolizzato il dibattito italiano. Adesso non ci sono più scuse: veniamo da anni di tagli, è arrivato il momento di investire». Il 20 marzo a Bari il complesso rapporto tra pubblico e privato nell'arte contemporanea sarà analizzato durante il convegno «Mecenati e mecenatismi», organizzato dall'associazione Baricult nella sala consiliare del palazzo della Provincia, con il patrocinio del Comune di Bari, dell'università degli studi «Aldo Moro», del Politecnico, dell'Accademia di Belle Arti e del Fai. «In Italia e nel mondo stanno nascendo tanti centri di produzione culturale promossi e gestiti da privati, artefici di un rinnovato mecenatismo», spiega Vito Labarile, curatore del convegno e manager culturale. «Il pubblico deve intercettare queste volontà - continua Labarile - e inserirle all'interno di un progetto di sviluppo di un territorio e di una comunità: lì dove questo è avvenuto, i risultati in termini di sviluppo economico e sociale sono stati evidenti». Gli attori principali di questa giornata dedicata al mecenatismo saranno fondazioni, privati che hanno già avuto un'esperienza positiva nell'interazione con il pubblico. La prima parte del convegno, che sarà inaugurata alle ore 9.30 da Vito Labarile e da Antonio Decaro, sindaco di Bari, sarà dedicata a «casi studio» delle città di Torino, Roma e Napoli. Un confronto aperto tra esperienze diverse tra nord, centro e sud, interverranno: Patrizia Sandretto, della fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Raffaella Frascarelli della Fondazione Nomas di Roma e Maurizio Morra Greco della fondazione Morra Greco di Napoli. A seguire Paolo Verri presenterà l'anteprima nazionale del progetto del Padiglione Italia di Expo 2015, esempio del connubio tra pubblico-privato. Poco prima Ugo Bacchella della fondazione Fitzcarraldo, affronterà il tema del «Partenariato pubblico-privato», e Anna Boccaccio, responsabile delle relazioni istituzionali di Bnl (Banca nazionale del lavoro), porterà l'esperienza diretta della promozione dell'arte che da anni porta avanti il gruppo bancario. La Bnl, infatti, per l'occasione porta a Bari, dal 20 al 28 marzo nella sala delle Colonne del palazzo della Provincia, una selezione delle opere della mostra collettiva «The sea in my land. Artisti del Mediterraneo», a cura di Francesco Bonami ed Emanuela Mazzonis (con un bel catalogo edito da Feltrinelli). Nel pomeriggio il focus si sposta sul Mezzogiorno e verrà aperto con il «caso Matera», recentemente designata Capitale Europea della cultura per il 2019, con la testimonianza della Fondazione Zétema, per proseguire con il caso Murgia ovvero il teatro Mercadante di Altamura, restaurato su iniziativa di una società privata. L'arte e i linguaggi del contemporaneo diventano asset rilevanti nelle strategie di rinnovamento urbano: si affronterà il caso Bari con una tavola rotonda che coinvolgerà l'università di Bari con il rettore Antonio Uricchio e il politecnico con Nicola Martinelli, il Comune di Bari con l'assessore alle Culture Silvio Maselli e la critica d'arte Marilena Di Tursi. «Non vogliamo attivare meccanismi di sponsorizzazione conclude Maselli mi piace recuperare il significato che aveva il mecenatismo in età augustea, in cui c'era un rapporto simbiotico tra pubblico e privato, una strategia vincente dell'imperatore per la rinascita di Roma e dell'Impero».