Villa dei Misteri sarà riaperta domani. Dopo due anni di lavori è tornata al suo antico, accecante, splendore. Stefano Vanacore, restauratore capo del laboratorio della Soprintendenza archeologica di Pompei, garantisce che «se mettessimo dei triclini qui dentro, potremmo davvero pensare di essere ritornati al 79 dopo Cristo attraverso uno specialissimo stargate, una porta del tempo capace di farci fare un balzo indietro di duemila anni». Il nome Villa dei Misteri deriva dal ciclo di affreschi del triclinio, che rappresenta scene del rito d'iniziazione femminile al matrimonio e che caratterizza l'ambiente più bello dei novanta che compongono la magione. La cerimonia dionisiaca, descritta momento per momento, è una delle più grandi pitture antiche esistenti conservate al posto originario. Le altre sono tutte conservate al Museo Archeologico di Napoli. La domus fu costruita nel II secolo avanti Cristo, lungo la strada che da Pompei conduceva verso Ercolano. Ebbe il periodo di massimo splendore durante l'età augustea, quando fu notevolmente ampliata ed abbellita. In origine era una villa d'otium, cioè una villa residenziale patrizia a pochi passi dal mare e dotata di ampie sale e giardini pensili. A seguito del terremoto del 62 dopo Cristo, prima della drammatica eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei nel 79, fu prima abbandonata e poi trasformata in villa rustica con l'aggiunta di diversi ambienti per la lavorazione agricola e in particolare del vino. La villa comprende un quartiere residenziale rivolto verso il mare e decorato con esempi di «secondo stile» e un quartiere servile con i locali per la lavorazione del vino, dove è stata ricostruita una pressa, torcularium , per la spremitura dell'uva, con il tronco a testa d'ariete. Splendidi esempi di «terzo stile» a fondo nero sono nel tablino, con motivi miniaturistici in stile egizio. La Villa, situata fuori dall'area archeologica cittadina e famosa per le decorazioni pittoriche delle stanze e per i pavimenti, è stata restaurata con un lavoro puntuale e rivoluzionario. Le pitture della domus si stavano sfarinando sotto l'azione di muffe e batteri, che distruggevano la pellicola pittorica e l'intonaco. L'importante intervento di restauro che ha interessato tutti gli apparati decorativi, dai mosaici agli affreschi è stato realizzato con progetti innovativi. E' stata applicata una tecnologia di pulitura d'avanguardia, con il ricorso ad una strumentazione laser. Per la prima volta applicata ad un ciclo di pitture così esteso e importante. Una tecnica che costituisce una valida alternativa per le superfici estremamente sensibili agli agenti chimici e meccanici. L'utilizzo del laser ha consentito, tra l'altro, un'efficiente rimozione dei diversi strati protettivi utilizzati nei secoli. All'inaugurazione di domani sarà presente il ministro Dario Franceschini, il soprintendente Massimo Osanna, il direttore generale del Grande Progetto Pompei Giovanni Nistri, i funzionari e tecnici restauratori che hanno curato gli interventi sugli apparati decorativi che sono stati finanziati con fondi della sovrintendenza per un importo di 900mila euro.
Pompei, la Villa dei Misteri torna agli antichi splendori
La Villa dei Misteri di Pompei sarà riaperta domani dopo due anni di lavori di restauro. Il restauratore Stefano Vanacore garantisce che la villa potrebbe essere considerata come un "stargate" che ci porta indietro di duemila anni. La villa fu costruita nel II secolo a.C. e ebbe il suo periodo di massimo splendore durante l'età augustea. Dopo il terremoto del 62 d.C. e la drammatica eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., la villa fu abbandonata e poi trasformata in villa rustica. La villa comprende un quartiere residenziale e un quartiere servile con la lavorazione del vino. I lavori di restauro hanno riguardato la pulizia e la conservazione delle pitture e dei pavimenti.
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