Nelle sale custodite alcune delle collezioni dell'epoca romana, sopravvissute per secoli di Aldo Cazzullo Colori Uno dei mosaici romani conservati al Bardo È forse il luogo più mediterraneo che esista; e non solo perché accade che i guardiani chiudano qualche sala per poi aprirla ai visitatori in cambio del bakshish , la mancia. Il Bardo è il tempio dell'uomo mediterraneo perché custodisce i più belli tra i mosaici che i romani disseminarono dalle colonne d'Ercole alla Giudea, perché racconta miti greci pensati prima che Gesù e Maometto venissero al mondo, perché veglia su raffigurazioni pagane della persona umana sopravvissute a secoli di integralismo cristiano e di iconoclastia islamica, perché è il più antico museo arabo e racchiude segni di una civiltà che contrasta con l'idea dell'arte e del mondo portata dagli arabi in queste terre. Anche per il suo significato simbolico, oltre che per la presenza di turisti, è diventato un bersaglio. Il Bardo non è soltanto un luogo di commovente bellezza. È una summa della civiltà millenaria nata da guerre e massacri, ma anche da mescolanze e contaminazioni. I romani arrivarono qui calpestando le rovine di Cartagine, e furono spazzati via dai vandali, a loro volta scalzati dagli arabi. Le sale piacevolmente fanée del museo, che è stato ristrutturato ma ha conservato brani dell'atmosfera del tempo, fino a ieri sono sempre state un'oasi in un mare in tempesta. Il Bardo è la vetrina del Paese: i tunisini vi portano sempre le personalità in visita. Ma è stato anche il luogo preferito di stranieri che una vita agitata aveva condotto qui, da Arafat a Craxi. Anche Mitterrand lo amava molto. Capita di incontrare scolaresche di ragazze con il capo velato ferme davanti ai corpi nudi dei mosaici. C'è Ulisse che si fa legare all'albero per non lasciarsi incantare dalle sirene. C'è Virgilio che invece ascolta le muse Clio e Melpomene. C'è Orfeo che ammansisce le belve feroci. C'è Teseo che sconfigge il Minotauro. E c'è Perseo che libera Andromeda dopo aver ucciso il mostro. Sono storie incomprensibili per molti visitatori. Ma tutte, in forme diverse, testimoniano la grandezza dell'uomo, e confermano che il suo destino è estirpare il male che è dentro di lui.
Tunisi. Il Bardo, i miti greci e quell'inno al Mediterraneo
Il Bardo è un museo situato in Tunisia, noto per le sue collezioni di mosaici romani. È considerato il luogo più mediterraneo esistente, poiché custodisce opere d'arte che risalgono a epoche diverse, tra cui il periodo romano e l'epoca araba. Il museo è stato oggetto di attacchi e violenze, ma rimane un luogo di grande bellezza e significato storico. Le sue sale contengono opere d'arte che rappresentano miti greci e personaggi della mitologia romana, come Ulisse, Virgilio e Orfeo. Il Bardo è anche un luogo di incontro per personalità politiche e culturali, come Arafat, Craxi e Mitterrand.
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