Due mostre l'anno e un «concept store», un angolo dove vendere pezzi unici di design opera di creativi e artigiani pugliesi da individuare attraverso un lavoro di scouting in tutta la regione. Questo il futuro della sala Murat; ad occuparsi della sua rinascita e poi del teatro Margherita e dell'ex Mercato del Pesce, che costituiranno il polo delle arti contemporanee di Bari, sarà Massimo Torrigiani, barese, esperto e curatore d'arte contemporanea, da anni impegnato in Italia e all'estero (con tappe in Germania, Francia, Inghilterra, Tokyo e Shanghai). L'incarico da 37 mila euro, rinnovabile per tre anni, è stato affidato con procedura diretta dal Comune di Bari. «Oggi mettiamo un altro tassello nel mosaico che stiamo componendo - ha esordito il sindaco Antonio Decaro - per dare al settore culturale della nostra città un'organizzazione stabile e integrata. Dopo la direzione artistica del corteo di San Nicola, affidata a Sergio Rubini, e la nomina a presidente della Fondazione Petruzzelli di Gianrico Carofiglio, ora tocca a Massimo Torrigiani, esperto di arte contemporanea, che ha lavorato in tutto il mondo e ha dimostrato lontano da casa e dalla politica, di essere un professionista valido e apprezzato in Italia come all'estero. Noi vogliamo riportarlo a Bari». Il primo compito di Torrigiani sarà il rilancio della sala Murat. Nella quale saranno allestite due mostre l'anno (la prima a luglio). Prima però il Comune chiederà, attraverso una gara, a sponsor privati di collaborare alla ristrutturazione e alla gestione. Si provvederà anche al restauro del wall drawing di Sol Lewitt presente all'interno della sala Murat. Tutto sotto la direzione appunto di Torrigiani. Che, al termine dei lavori di restyling del Margherita e dell'ex Mercato del Pesce, si occuperà anche di questi due contenitori. «Ci sono tre funzioni che intendiamo coltivare nel polo delle arti contemporanee spiega l'assessore alle Culture, Silvio Maselli studio, educazione e diletto. Solo così formeremo il pubblico e il gusto della nostra città». Il nuovo polo non diventerà però un museo o una fondazione. Lo hanno ribadito chiaramente sia Decaro che Maselli. «Non vogliamo utilizzare i soldi per pagare cda e revisori spiegano ma per la cultura. Né miriamo ad avere una collezione permanente della città, non abbiamo i fondi per acquisirla al patrimonio comunale né potremmo sostenerla sul lungo periodo. Noi avremo uno spazio di arti contemporanee in dialogo con il territorio e con il mondo. A Massimo Torrigiani chiediamo di essere medium di questo processo e ambasciatore della nostra città in Italia e all'estero». Torrigiani ha le idee chiare per il futuro di Bari. Il prossimo passo sarà quello di dialogare con gli artisti baresi, i curatori, i critici, i docenti, gli studenti, i galleristi, tutti coloro che si occupano di cultura a Bari. «Per ora - spiega - abbiamo ipotizzato per la sala Murat due mostre all'anno, e una serie di progetti generati dal piccolo gruppo di lavoro che metterò insieme, oppure ospitati, in base alle proposte che riceveremo da istituzioni o associazioni. La Sala Murat ha l'ambizione di diventare un osservatorio sulle tendenze dell'arte contemporanea internazionale per baresi e stranieri di passaggio, e il laboratorio per mettere a fuoco e preparare il progetto che guiderà la programmazione del teatro Margherita e dell'ex Mercato del Pesce, una volta pronti». E poi un pensiero alla sua città, nella quale non torna (per lavoro) da 20 anni. «Bari è una città contemporanea - aggiunge Torrigiani - che si esprime spesso in maniera disarticolata e disordinata, e con un gusto molto mediterraneo e affascinante del disordine. E lo fa, paradossalmente, con grande forza: quella che fa dell'arte e della cultura esperienza, non solo una funzione dello spettacolo e dell'intrattenimento. Gallerie d'arte private, riviste ed etichette discografiche, festival, musei d'arte antica e moderna, progetti per il cinema, case editrici, vita accademica, teatro e spettacolo, musica, letteratura, filosofia: qui c'è molto di quello che fa una città culturalmente attiva. Anche, alle volte, un'energia sulfurea che mette tutti contro tutti. Ma io tendo a considerare anche quella, non solo per ottimismo, ma strumentalmente, una grande sorgente di energia».