Le immagini racconteranno i lavori per riallestire la pinacoteca (nella foto di Sara Luraschi, il laser aiuta a ricollocare i quadri) , le voci di testimonial come Patti Smith descriveranno l'emozione di trovarsi di fronte ai gioielli dell'Accademia Carrara. È questa l'ossatura del film che il regista Davide Ferrario sta girando in vista della riapertura del museo cittadino. Un progetto che punta alla Mostra del Cinema di Venezia e, girato in Ultra Hd, ai mercati internazionali.I lunghi lavori di restauro, la cura scientifica nel riallestimento della Pinacoteca, il mondo di professioni che ruota intorno alla riapertura dell'Accademia Carrara, tutto questo a Davide Ferrario è sembrato il soggetto di un film. E infatti, trovati i finanziatori, il regista ha iniziato a girarlo. Every picture tells a story, del documentario è solo il titolo provvisorio ma indica l'intenzione di realizzare un prodotto per un pubblico internazionale. Prima di arrivare nei cinema e sulle tv però Ferrario vorrebbe che il suo film facesse una tappa a poche centinaia di chilometri da Bergamo: «Puntiamo a portarlo alla Mostra di Venezia a settembre». L'ambizione di far arrivare l'immagine della Carrara a platee internazionali è sorretta dalla distribuzione della Nexo Digital, società che lavora su documentari d'arte e musica prodotti per le sale cinematografiche e i circuiti televisivi specialistici. Un esperimento già riuscito con colossi della cultura italiana, come i Musei Vaticani, il cui tour in 3D è stato visto in più di 50 Paesi. «Crediamo che anche la Carrara abbia un potenziale sul piano internazionale», dice l'amministratore delegato di Nexo, Franco Di Sarro. La risposta del mercato cine-televisivo sarà un test interessante per l'interesse turistico che la Carrara rinnovata potrebbe suscitare fuori dalle Mura. Il sindaco, Giorgio Gori, ci crede: «La pinacoteca è un tesoro che la città ha tenuto sempre un po' nascosto, in linea con il carattere dei bergamaschi. È il momento di aprirlo e farlo conoscere al resto del mondo: in questo senso l'operazione del film di Ferrario può essere di grande utilità». Oltre all'appoggio dell'amministrazione, che però non ha fondi da investire, l'operazione di Ferrario ha goduto di uno sponsor privato, la Innowatio. La società energetica, che ha sede al Kilometro Rosso, sostiene la metà dello sforzo economico per la produzione (e grazie anche alla legge sul tax credit ne recupererà il 40), 420 mila euro in tutto; il resto viene investito dalla casa produttrice dello stesso regista, la Rossofuoco. «Siamo a Bergamo da sei anni spiega l'amministratore delegato di Innowatio, Fabio Leoncini e volevamo restituire qualcosa a un territorio nel quale siamo cresciuti tanto». Che film sarà? Da novembre Andrea Zambelli e Andrea Zanoli, collaboratori di Ferrario, stanno riprendendo le diverse fasi del riallestimento della Carrara. «Ci stanno seguendo in modo molto discreto dice Maria Cristina Rodeschini, responsabile della pinacoteca . Credo sia interessante descrivere il complesso lavoro che porterà alla riapertura del museo». La parola documentario sta stretta a Ferrario, che ha in mente qualcosa di più. Nei prossimi mesi a Bergamo sbarcheranno testimonial di vario genere che verranno «messi a reagire» con le opere dell'Accademia. «Non solo addetti ai lavori spiega il regista , ma personaggi come Desmond Morris (divulgatore scientifico inglese, ndr.) e Patti Smith, che ho quasi convinto a venire a Bergamo. Mi piacerebbe farle commentare le Madonne della Carrara». Mancano tre mesi di riprese, in cui queste visite particolari si aggiungeranno nella sceneggiatura al lavoro quotidiano nelle sale, fino alla cerimonia di inaugurazione del 23 aprile. Con gli inserti narrativi delle storie di vita maturate nella pinacoteca: «Ad esempio quella del custode dice Ferrario , un uomo umile che ha però assorbito la bellezza con la quale è a contatto da anni». Da giugno il montaggio e il resto della postproduzione, poi la fase cruciale della promozione e della commercializzazione, che passerà se possibile da Venezia o da un altro importante festival, ma che guarda già molto lontano. Il film è girato in 4k, il cosiddetto UltraHd, una risoluzione necessaria per sbarcare nelle sale dell'estremo oriente, in particolare in Cina. Simone BiancoI lunghi lavori di restauro, la cura scientifica nel riallestimento della Pinacoteca, il mondo di professioni che ruota intorno alla riapertura dell'Accademia Carrara, tutto questo a Davide Ferrario è sembrato il soggetto di un film. E infatti, trovati i finanziatori, il regista ha iniziato a girarlo. Every picture tells a story, del documentario è solo il titolo provvisorio ma indica l'intenzione di realizzare un prodotto per un pubblico internazionale. Prima di arrivare nei cinema e sulle tv però Ferrario vorrebbe che il suo film facesse una tappa a poche centinaia di chilometri da Bergamo: «Puntiamo a portarlo alla Mostra di Venezia a settembre». L'ambizione di far arrivare l'immagine della Carrara a platee internazionali è sorretta dalla distribuzione della Nexo Digital, società che lavora su documentari d'arte e musica prodotti per le sale cinematografiche e i circuiti televisivi specialistici. Un esperimento già riuscito con colossi della cultura italiana, come i Musei Vaticani, il cui tour in 3D è stato visto in più di 50 Paesi. «Crediamo che anche la Carrara abbia un potenziale sul piano internazionale», dice l'amministratore delegato di Nexo, Franco Di Sarro. La risposta del mercato cine-televisivo sarà un test interessante per l'interesse turistico che la Carrara rinnovata potrebbe suscitare fuori dalle Mura. Il sindaco, Giorgio Gori, ci crede: «La pinacoteca è un tesoro che la città ha tenuto sempre un po' nascosto, in linea con il carattere dei bergamaschi. È il momento di aprirlo e farlo conoscere al resto del mondo: in questo senso l'operazione del film di Ferrario può essere di grande utilità». Oltre all'appoggio dell'amministrazione, che però non ha fondi da investire, l'operazione di Ferrario ha goduto di uno sponsor privato, la Innowatio. La società energetica, che ha sede al Kilometro Rosso, sostiene la metà dello sforzo economico per la produzione (e grazie anche alla legge sul tax credit ne recupererà il 40), 420 mila euro in tutto; il resto viene investito dalla casa produttrice dello stesso regista, la Rossofuoco. «Siamo a Bergamo da sei anni spiega l'amministratore delegato di Innowatio, Fabio Leoncini e volevamo restituire qualcosa a un territorio nel quale siamo cresciuti tanto». Che film sarà? Da novembre Andrea Zambelli e Andrea Zanoli, collaboratori di Ferrario, stanno riprendendo le diverse fasi del riallestimento della Carrara. «Ci stanno seguendo in modo molto discreto dice Maria Cristina Rodeschini, responsabile della pinacoteca . Credo sia interessante descrivere il complesso lavoro che porterà alla riapertura del museo». La parola documentario sta stretta a Ferrario, che ha in mente qualcosa di più. Nei prossimi mesi a Bergamo sbarcheranno testimonial di vario genere che verranno «messi a reagire» con le opere dell'Accademia. «Non solo addetti ai lavori spiega il regista , ma personaggi come Desmond Morris (divulgatore scientifico inglese, ndr.) e Patti Smith, che ho quasi convinto a venire a Bergamo. Mi piacerebbe farle commentare le Madonne della Carrara». Mancano tre mesi di riprese, in cui queste visite particolari si aggiungeranno nella sceneggiatura al lavoro quotidiano nelle sale, fino alla cerimonia di inaugurazione del 23 aprile. Con gli inserti narrativi delle storie di vita maturate nella pinacoteca: «Ad esempio quella del custode dice Ferrario , un uomo umile che ha però assorbito la bellezza con la quale è a contatto da anni». Da giugno il montaggio e il resto della postproduzione, poi la fase cruciale della promozione e della commercializzazione, che passerà se possibile da Venezia o da un altro importante festival, ma che guarda già molto lontano. Il film è girato in 4k, il cosiddetto UltraHd, una risoluzione necessaria per sbarcare nelle sale dell'estremo oriente, in particolare in Cina.