Segni dell'incipiente primavera. Il giallo della forsythia, le viole di campo, la luce che si allunga e le giornate del Fai. Che tornano per il 23esimo anno a svelare siti monumentali abbandonati o poco noti o scarsamente frequentati. Saranno trentatré le visite guidate in Brescia e provincia, dai volontari del Fai, sabato e domenica prossimi. Sarà, come ogni anno, un successo, una scoperta, un pieno di emozioni. E soprattutto il suggerimento di una conoscenza, l'invito alla presa di coscienza di un patrimonio che è una ricchezza non utilizzata, né culturalmente, né economicamente. Sapete quanti sono i luoghi monumentali in provincia di Brescia? Decliniamo i numeri di quelli censiti, quelli cioè di cui esiste una scheda, un archivio un indirizzo. 53 sono i musei di arte e di storia, 58 i musei etnografici e della cultura materiale, 35 i parchi archeologici, 15 i musei scientifico-naturalistici, 200 i luoghi di interesse, chiese con qualche capolavoro, castelli, rocche, ville, santuari, pievi. Messi in rete, come si dice, fanno centinaia di indirizzi e un itinerario di raro fascino, un lungo viaggio nell'arte e nella storia. Tralascio naturalmente tutti i luoghi di ambiente, centri storici, parchi naturali, panorami stupefacenti, corsi d'acqua, e le tracce infinite della pietre di inciampo (i piccoli segni individuali) che formano il genius loci, l'identità locale. Il problema è che quei 350 indirizzi sono portoni in buona parte chiusi. Solo un terzo è visitabile stabilmente. Per il resto l'apertura è occasionale (come per le giornate del Fai), l'organizzazione e la custodia approssimative, la valorizzazione inesistente. Eppure provate a fare qualche calcolo elementare. Se quei luoghi avessero ciascuno dieci visitatori al giorno sarebbero oltre un milione e duecentomila i visitatori annuali. Altro che numeri da grande mostra. Se il costo di accesso venisse calcolato in una media di tre euro a testa farebbero tre milioni e mezzo di euro a disposizione del patrimonio artistico provinciale. Lo so, sono ipotesi improbabili. Eppure uno sforzo collegiale va fatto. In molti di quei luoghi esistono associazioni, Proloco, appassionati che sono disponibili per aprire stabilmente il sito, per costituire cooperative che diano qualche posto di lavoro, magari part-time, che aiutino il monumento a diventare emblema, parte essenziale dell'identità locale. Manca loro un supporto educativo, un ufficio dove chiedere come si fa, quali sono gli strumenti giuridici, le modalità tecniche, i meccanismi di finanziamento. Qualcuno dovrebbe istituirlo questo ufficio: la Provincia, l'associazione comuni, il Fai. Qualcuno, almeno, dovrebbe provarci.
Brescia. Giornate del Fai e siti inaccessibili
Il Fai (Fondo Ambiente Italiano) organizza per il 23esimo anno le Giornate del Fai, visite guidate a siti monumentali abbandonati o poco noti in Brescia e provincia. Saranno trentatré le visite guidate, con volontari del Fai. Il patrimonio artistico provinciale è ricco, con 350 indirizzi, ma solo un terzo è visitabile stabilmente. Il problema è che quei luoghi sono poco valorizzati e non hanno un supporto educativo. Il Fai e altre associazioni chiedono un supporto per aprire stabilmente i siti e creare posti di lavoro. È necessario istituire un ufficio per aiutare le associazioni a conoscere i meccanismi di finanziamento e le modalità tecniche per aprire i siti.
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