Secondo un'indagine condotta dall'Iccu, Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiano, in Campania sarebbero presenti almeno 345 biblioteche, la cui distribuzione "incoerente" con la realtà sociale, i bisogni culturali e le funzioni pubbliche, le renderebbe, praticamente, insufficienti. A Napoli, in particolar modo, potremmo identificare quattro differenti tipologie di biblioteche, assolutamente, però, non esaustive: le biblioteche pubbliche statali, come quella Nazionale, Universitaria e dei Girolamini; quelle universitarie, centralizzate di Facoltà e di dipartimento; le biblioteche di istituti culturali ed enti ecclesiastici; infine, le scolastiche e comunali. Chi potrebbe vantare una maggiore completezza per materia e valore, restituendo alla città lo scettro di centro culturale per eccellenza così come fu nei secoli addietro, è l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Purtroppo più di 200mila opere pregiatissime sono oggi disseminate in vari depositi, dopo che, per anni, si cercò invano una sistemazione adeguata e degna di cotanto splendore. Finalmente un protocollo d'intesa, stilato dalla Regione Campania, in collaborazione con Comune di Napoli, Ispettorato delle Scuole dell'Esercito e Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, ha restituito dignità a tali opere. Il Comune di Napoli, proprietario della caserma "Nino Bixio", sede della Scuola Militare "Nunziatella", ha aderito al progetto di unificazione della biblioteca dell'Istituto per gli Studi Filosofici, con quella dell'Istituto Militare.
Biblioteche, c'è l'accordo per recuperare libri famosi
In Campania, secondo un'indagine dell'Iccu, ci sono almeno 345 biblioteche, ma la loro distribuzione è incoerente con la realtà sociale e i bisogni culturali. A Napoli, ci sono diverse tipologie di biblioteche, tra cui quelle pubbliche statali, universitarie, di istituti culturali e scolastiche. L'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli è considerato il centro culturale più completo della città. Tuttavia, più di 200mila opere preziose sono state trasferite in vari depositi senza una sistemazione adeguata. Un protocollo d'intesa tra la Regione Campania, il Comune di Napoli e l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ha restituito dignità a queste opere.
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