MORTEGLIANO Domani a Mortegliano si disputerà un derby d'eccezione. Calcio? Cavalli? No, motori. Ancora spenti, ma pronti ad accendersi e a ruggire se prenderà corpo l'ipotesi progettuale del Parco turistico-sportivo per il Friuli Venezia Giulia. Al suo interno l'autodromo, frutto della bonifica e della trasformazione dell'ex pista di volo militare di Lavariano. Un'idea di sviluppo per la quale il sindaco Alberto Comand ha preferito consultare i cittadini, chiamati domani a indicare tramite referendum comunale se preferiscono mantenere lo status quo e valorizzare la vocazione rurale dei luoghi oppure avviare la grande diversificazione. Il derby In pista due modi di vedere il futuro del Friuli. Quello dei proponenti, la Pro.Mo.Mortegliano, che ha già speso 2,5 milioni per acquisire i terreni e per gli studi preliminari. L'investimento globale si aggira sui 20 milioni per tre fasi: la prima prevede la creazione del parco alberato e del circuito omologato, le successive il potenziamento e l'abbellimento del complesso. Se dopo l'esito della consultazione popolare il Comune deciderà di approvare la variante urbanistica, si potrà procedere con il progetto. Si parla di tre anni per valutazioni ambientali, presentazione del piano e costruzione dell'impianto. Dall'altra parte, invece, un "pool" di associazioni, comitati e privati che vogliono difendere l'identità agricola del territorio da iniziative ritenute invasive e irrispettose di una zona riconosciuta e finanziata dall'Ue come borgo che deve puntare su un turismo di qualità fondato sulla tipicità di prodotti e ambiente. Le ragioni del sì La Pro.Mo.Mortegliano sottolinea come il sì di domani alle urne significherebbe sostenere un progetto con ricadute su tutta la regione: «Votare no vuol dire precludere un importante sviluppo per il territorio di Mortegliano e la comunità coinvolta». Il Fvg sarebbe «finalmente dotato di un impianto di nuova generazione per tutti gli atleti che praticano sport motoristici, diventando punto di riferimento per il Nordest e per i Paesi vicini che hanno già dimostrato grande interesse per l'iniziativa: Austria, Slovenia, Croazia». Ma non solo: «Si offre un'area didattica attrezzata per tutti i mezzi di trasporto, uno spazio per chiunque voglia testare la propria auto o la moto in assoluta sicurezza e organizzare corsi di educazione stradale e di guida sicura». Evidenziata anche l'opportunità di «importanti ricadute economiche e commerciali per le strutture ricettive esistenti e per le attività che potranno nascere legate al settore turistico-sportivo. Perché il parco porterà una crescita attrattiva della zona anche grazie alla posizione strategica rispetto a importanti località balneari e montane e alle eccellenze enogastronomiche della regione». Insomma, una sorta di «palestra all'aria aperta, un polmone verde dotato di spazi attrezzati, ma fruibile da tutti in maniera gratuita come parte integrante del territorio. Un parco polifunzionale che segue i criteri di sostenibilità ambientale partendo dal recupero di 10 ettari ora cementati che saranno riqualificati attraverso la creazione di una superficie impermeabile inferiore all'attuale; la zona sarà bonificata anche attraverso la piantumazione di oltre 400 nuove alberature». Le ragioni del no «Il progetto non rispetta la natura del territorio»: Piste nestre invita così a difendere con il no il fatto che per Lavariano anche l'Europa pensa a uno sviluppo turistico compatibile con le caratteristiche dell'ambiente e delle attività locali. «Quella dell'autodromo è un'idea estranea alla nostra terra aggiunge Piste nestre , non tiene conto della vocazione agricola, non considera la socialità e l'identità dei paesi che confinano con Lavariano: Sammardenchia, Risano, Chiasottis, Pozzuolo. Comporta spreco di suolo (e sviluppo) agricolo in palese contrasto con le ultime direttive europee e regionali». Secondo Piste nestre, poi, «l'autodromo si colloca in zona non strategica, tipicamente rurale, servita da strade inadeguate; comporta un'emissione continua di rumori assimilabile a una zona industriale». L'opera «è presentata mediante l'uso di pubblicità ingannevole: è assimilato a un parco, dipinto come una riserva naturale per bambini felici e uccellini cinguettanti, falsamente presentato come ecosostenibile. Fa leva su ipotetiche ricadute economiche quali simbolo di progresso. Non vi sono credibili garanzie di utilità economica e il "business plan" è inventato. Chi lo propone è una società a responsabilità limitata con capitale versato di 110 mila euro che dovrebbe farsi carico di un rischio di 18 milioni: se va male, la società potrebbe chiudere e scomparire. E non ci sarebbe modo di recuperare l'area se non con soldi pubblici e tempi imprevedibili». E non ultimo: «Va mantenuto l'uso pubblico della pista di volo a beneficio dell'intera comunità regionale con progetti innovativi ed ecocompatibili». Le incognite In primis, l'affluenza alle urne. Il referendum sarà valido solo se alle urne domani dalle 8 alle 20 andrà il 50 più uno degli aventi diritto a Mortegliano, Chiasiellis e Lavariano (comunità il cui parere dovrebbe, stando alle ripetute assicurazioni del sindaco, avere il peso maggiore). E va considerato che il consiglio comunale potrà decidere sulla variante discostandosi dall'esito referendario motivando la scelta diversa. Infine, incombe ancora il vincolo posto dalla Soprintendenza, che ha avviato la procedura per dichiarare di interese culturale l'ex pista militare. Già domani sera, forse, in pista le prime risposte