Si è spento un grande punto di riferimento del commercio cormonese e una personalità di spicco del mondo politico della zona a cavallo tra anni Settanta e Ottanta. È morto ieri infatti Antonino Caruso, principe e decano dei baristi cormonesi ed ex assessore allo Sport in quota socialista nella giunta Zar, che aveva amministrato il Comune nel quinquennio 1975-80. In ambito politico, resta ancora tuttora evidente la struttura più importante realizzata proprio sotto il suo mandato: durante l'assessorato di Caruso fu costruito il palazzetto dello sport, oggi intitolato a Rino Plet. Ma Caruso è stato anche un grande punto di riferimento per il mondo commerciale cormonese. Titolare prima dello storico Caffè Europa, dove oggi sono situati una banca e il caffè Grant, aveva poi spostato il proprio esercizio di qualche decina di metri, in via Matteotti. Aveva gestito per qualche tempo anche un altro bar, sempre nella cittadina collinare, ed era stato molto attivo anche in ambito associazionistico. Una persona di spicco che ha fatto la storia di Cormòns. Gli amici, i colleghi e gli ex compagni di partito lo ricordano come una persona molto disponibile e attenta alle problematiche sociali cittadine. Antonino lascia la moglie e i due figli. Le esequie saranno celebrate martedì, alle 14, a Rosa Mistica. (m.f.)GORIZIA Storie che si congiungono e che diventano condivise, grazie ai sentieri delle nuova Europa che ricalcano quelli della Grande guerra. Si arriva così al momento conclusivo del progetto "Vie di Pace - Pot Miru", che sarà consegnato alla comunità il 21 marzo con una celebrazione e un concerto in un luogo simbolo: la piazza Transalpina di Gorizia e Nova Gorica. Qui, alle 12, ci sarà il presidente della repubblica sloveno, Borut Pahor, e Franco Marini, in qualità di presidente del Comitato storico e scientifico per gli anniversari di interesse nazionale istituito alla presidenza del consiglio dei ministri. Ad allietare il programma istituzionale degli artisti eccellenti, come Antonella Ruggiero, un tempo voce dei Matia Bazar e da tempo affermatissima solista, oltre a uno dei più amati e noti cantautori sloveni, Vlado Kreslin. Insieme con le due star ci saranno anche alcuni cori di voci bianche italiani e sloveni accompagnati dall'orchestra "Nova" di Nova Gorica. L'evento è stato presentato ieri alla stampa, giunta in forze anche da oltreconfine, nella sede della Provincia, lead partner del progetto europeo "Pot Miru", che è stato illustrato nel dettaglio. Si tratta di un unico itinerario transfrontaliero, tra Italia e Slovenia, nato per valorizzare i lasciti storici della Grande guerra e collegare i sentieri già esistenti, le tracce e l'eredità culturale dei diversi territori interessati al conflitto, oltre alle ricchezze naturalistiche della fascia di confine. L'iniziativa è stata finanziata nei bandi per la Cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia e realizzata dall'ente intermedio in collaborazione con la Fondazione "Pot Miru e vari Comuni delle province di Trieste e di Udine e delle valli dell'Isonzo e del Natisone. Il territorio della valle dell'Isonzo fece parte, nella Prima guerra mondiale, del fronte isontino, dove combatterono, morirono e soffrirono ragazzi e uomini appartenenti a tanti popoli. Di quel periodo si sono conservati numerosi resti (trincee, fortezze, caverne, chiesette e cappelle, monumenti commemorativi, cimiteri militari), che rappresentano un patrimonio storico e culturale di rilevanza nazionale e internazionale. Con "Pot Miru - Via di Pace", quei resti diventano ora un potente monito a non ripetere ciò che è avvenuto durante la Grande guerra, ma anche un collante fra due Paesi europei contigui, l'Italia e la Slovenia, per creare un prodotto turistico-culturale unico e integrato, per rafforzare i rapporti tra coloro che vivono a ridosso del confine e il loro senso di appartenenza europea. Il "Sentiero della pace dalle Alpi all'Adriatico" tocca numerose località dove sono stati allestiti o erano già presenti dei veri e propri musei all'aperto. Sono stati poi coinvolti i musei di Caporetto, Tolmino e Nova Gorica e i Musei provinciali di Gorizia. Le attività di studio e ricerca, guidate dallo Zrc Sazu (Centro di ricerche scientifiche dell'Accademia slovena di scienze ed arte) hanno già raggiunto una cerchia allargata di persone. Emanuela Masseria