È al via anche in Abruzzo il progetto «Icaro 2015», campagna di sicurezza stradale nata nel 2001, che verrà realizzato nelle scuole elementari e secondarie di primo grado della regione. Il progetto è promosso dalla polizia stradale insieme ai ministeri delle Infrastrutture e dei trasporti, dell'Istruzione e la Fondazione Aniae, con il coordinamento scientifico del dipartimento di psicologia dell'università La Sapienza di Roma e del Movimento italiano genitori (Moige). L'iniziativa quest'anno vede anche la partecipazione della Federazione ciclistica italiana, poiché il tema della campagna è «La bicicletta». Icaro 2015 mira, attraverso l'incontro con i ragazzi e i formatori della polizia stradale, a divulgare gli elementi principali che riguardano la sicurezza dei ciclisti e le regole del codice della strada. Il progetto Icaro è un'eccellenza italiana che è stata esportata nell'Unione Europea. Le sezioni abruzzesi della Stradale, istituite nei quattro capoluoghi di provincia, sono già attivate per collaborare con le scuole che ne hanno già fatto o faranno richiesta.L'AQUILA «È ormai entrato nel vivo il lavoro condotto assieme al direttore del settore cultura Giancarlo Zappacosta di istituire una Film commission abruzzese che, sul modello delle migliori esperienze presenti nel nostro Paese, sappia creare e valorizzare una rete di competenze, costituite da operatori economici e culturali, artisti, professionisti e giovani del settore». L'iniziativa, partita dal Pd aquilano, punta a valorizzare e mettere a sistema il meglio dei percorsi precedenti: le attività dell'Abruzzo Film Commission, della Lanterna magica e dell'Accademia dell'Immagine. «Da diversi mesi», affermano il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci e il segretario Stefano Albano, «i giovani democratici si stanno occupando del tema con impegno e dedizione. Tutto il partito ha sposato il lavoro, in un'ottica di costruzione di una rete che sappia valorizzare tutte le professionalità attive sul nostro territorio regionale. In questo percorso è stata constatata, tra gli operatori culturali, la viva e forte presenza di una giovane generazione pronta a dare il proprio contributo con entusiasmo e all'insegna del rinnovamento dei contenuti. Il Pd aquilano farà al più presto una grande iniziativa per presentare il progetto, di cui saranno parte integrante i rappresentanti e le istituzioni del mondo culturale abruzzese». RIPRODUZIONE RISERVATAL'AQUILA La città potrebbe dire definitivamente addio al progetto di recupero di Porta Barete. Il Tar Abruzzo, lo scorso 11 marzo, si è infatti espresso a favore della sospensione dell'efficacia del decreto 18 del 20 ottobre 2014, emesso dal direttore regionale ad interim per i beni culturali e paesaggistici dell'Abruzzo Francesco Scoppola, che prevede il vincolo per la zona. La richiesta di sospensiva arriva dai proprietari del condominio di via Roma 207, che si sono scagliati contro la Soprintendenza e il Comune dell'Aquila. La sentenza del Tar, che potrebbe rappresentare una vittoria per chi vuole vedere ricostruito il proprio palazzo dove era prima del terremoto, sembra ostacolare invece il recupero dell'antica porta di accesso alla città, una delle più preziose all'interno delle mura urbiche. Il vincolo imposto dalla Soprintendenza, infatti, adesso è sospeso e l'udienza, per la definizione del merito, è fissata a ottobre 2016. Va comunque detto che non si tratta di una decisione irrevocabile. Stando così le cose, la ditta che si sta occupando della ricostruzione del condominio potrebbe riprendere i lavori e portarli a termine prima della data dell'udienza. Il nodo della questione è un vizio di forma: la Soprintendenza, infatti, avrebbe comunicato l'avvio del procedimento e il vincolo solamente all'intero condominio e non a tutti i condomini. Una procedura ritenuta scorretta dal Tar. I Beni culturali, intanto, potrebbero decidere di rinotificare correttamente il vincolo, ma bisognerebbe comunque studiare i tempi. La controversia è ormai annosa: dopo i ritrovamenti, a partire dall'antica struttura muraria con cui nel 1308 era stato realizzato il corpo di guardia della porta, per arrivare al leone in pietra calcarea, di epoca romana, la Soprintendenza ha deciso di tutelare l'area. Una decisione che non è piaciuta affatto ai residenti di via Roma 207. La palazzina gravemente danneggiata dal terremoto e già demolita, infatti, si trovava a circa quattro metri dalle mura e proprio le sue fondamenta pesavano sulle antiche pietre di Porta Barete. È per questo che il condominio rischia di essere delocalizzato, seppur di qualche metro, per permettere la conservazione e la valorizzazione dei reperti emersi durante lo scavo stratigrafico, cominciato solo la scorsa settimana. Il vincolo archeologico aveva di fatto bloccato l'impresa edile nella ricostruzione del civico 207. In assenza di questo strumento, invece, non è possibile procedere alla sostituzione edilizia a meno che i proprietari non siano d'accordo, come previsto nel piano di ricostruzione. La valorizzazione archeologica dell'area comunque risulta complessa: in epoca medievale, infatti, oltre alla porta doveva esserci un grande ambiente, una piazzetta, e un'antiporta che precedevano la linea delle mura. Michela Corridore