Marco Mosci (Sinistra per Piombino) ricorda che «5 anni fa in Regione il centrosinistra fece un patto con il territorio: rispettarlo per poterlo restituire ai propri figli. Quel patto aveva portato a nominare assessore all'urbanistica un grandissimo esperto di livello nazionale, l'architetto Anna Marson. Mi sentivo fiero. Poi vennero gli autunni nefasti, le alluvioni a Grosseto, all'Elba, a Genova e anche nella nostra Piombino e, anche se un po' in ritardo, eravamo all'avanguardia nel rispetto del territorio. Adottammo un Pit dove si impedivano nuove cementificazioni o comunque dove si richiedeva la supervisione della Regione». E ora invece la Regione, aggiunge Mosci, «si dimentica di tutto ciò e torna a valutare di permettere un ulteriore utilizzo delle cave, ulteriori ampliamenti degli stabilimenti balneari mentre le spiagge pubbliche sono ormai al collasso, ulteriori costruzioni mentre le città sono piene di cartelli "vendesi". Soprattutto si dimentica che anche il prossimo autunno sarà, ahimé, un autunno straordinariamente nefasto per il meteo».PIOMBINO Le liste civiche attaccano i sindaci Pd sul piano paesaggistico, mentre al contrario Spirito libero si congratula con loro. Partiamo dalle prime. In una nota firmata da Assemblea sanvincenzina, Assemblea popolare Suvereto, Comune dei cittadini Campiglia e Un'altra Piombino si replica ai sindaci Pd accusandoli di voler mani libere sulle coste e di ignorare anche i loro consigli comunali. E di incoerenza politica: «Piombino, Campiglia e Suvereto - scrivono - hanno approvato un Piano strutturale unico e, recentemente, Regolamenti urbanistici coordinati. Si presuppone che in materia di tutela del paesaggio debbano oggi muoversi in modo coordinato e coerente. Leggiamo invece che le osservazioni al Piano paesaggistico sono state formulate dai sindaci di Piombino e Campiglia, ma non da quello di Suvereto, mentre compare il sindaco di Sassetta, fino a oggi estraniato da ogni pianificazione coordinata, e il sindaco di San Vincenzo che sta elaborando un piano strutturale per conto proprio. Stranezze della politica che sono però segno di una grave confusione istituzionale». Nel merito, le liste civiche sottolineano come la differenza tra il piano originario e quello emendato non sia affatto sottile: «Per la Regione - scrivono ancora le liste civiche - le espansioni insediative lungo le coste vanno evitate, per i sindaci possono essere consentite se rispondenti a criteri qualitativi. Non è cosa di poco conto. Tortolini si accoda e ripropone in Regione l'emendamento dei sindaci, salvo poi tentare di sminuirne la portata affermando che nuovi insediamenti potrebbero in ogni caso essere previsti oltre i 300 metri dalla battigia perché prima la costa è sottoposta a vincolo paesaggistico dalla legge Galasso. Come sa bene il consigliere Tortolini il vincolo paesaggistico non dispone l'inedificabilità, ma solo l'obbligo di un parere della Soprintendenza. Può invece farlo il Piano paesaggistico ed è questo che Tortolini e i sindaci del Pd non vogliono. Senza considerare che nuovi insediamenti oltre i 300 metri dalla battigia sono destinati a incidere pesantemente sul paesaggio e sulla fruizione delle nostre coste. Al di là del fraseggio sulla qualità ecologica e paesaggistica, ci pare tutto molto chiaro. Il Pd della Val di Cornia vuole ridurre le tutele per le nostre coste, lasciando aperta la porta ad altri insediamenti in nome dello sviluppo. In questi territori, in un lontano passato, altre amministrazioni sono state capaci di concepire piani regolatori coordinati e un vasto sistema di aree protette lungo la costa. Lo hanno fatto stralciando previsioni insediative per milioni di metri cubi (sul promontorio di Populonia e lungo la costa di Rimigliano) e rimuovendo la lottizzazione abusiva della Sterpaia che aveva ingabbiato le spiagge e 180 ettari di bosco. Sono state quelle ferme scelte di tutela a consentire la crescita e la qualificazione del turismo». «Scelte che oggi - concludono le liste civiche dopo i cedimenti alla speculazione immobiliare di questi ultimi decenni, vanno rafforzate per difendere quello che resta del nostro paesaggio e per sostenere l'ulteriore qualificazione del turismo. I sindaci di Piombino, Campiglia, San Vincenzo e Sassetta esprimono oggi una visione del tutto opposta». Al contrario, Secondo Daniele Massarri (Spirito libero Piombino) più turismo vuol dire più occupazione: «C'è un dato oggettivo che molti acuti apprendisti osservatori dei fenomeni turistici e soloni dell'ambientalismo di maniera ignorano o fanno finta di non conoscere: nel 2014 gli arrivi sono aumentati rispetto al 2013 del 5, con aumenti significativamente più importanti in mesi come aprile, settembre e ottobre. Invece le presenze, ossia il numero dei giorni di permanenza moltiplicati per il numero degli arrivi, sono sensibilmente diminuite del 7,5, con perdite nette in maggio, luglio, agosto, novembre e dicembre. Un brutto segno meno che è preoccupante, e che in sintesi vuol dire che chi arriva qua, ci sta di meno». «Coloro che vorrebbero a vario titolo congelare la Val di Cornia a quella che è oggi - aggiunge Massarri - non comprendono cioè come siano proprio la mancanza di qualità e di servizi al turismo le principali cause di questo calo di presenze. E come tutto ciò sia provocato proprio da quegli strumenti urbanistici rigidi che negli ultimi anni hanno impedito alle nostre strutture ricettive di migliorare la qualità nonché a molti imprenditori di creare nuovi servizi che avrebbero arricchito il tempo libero dei nostri turisti». «Cosa porta di più al nostro territorio - si chiede Massarri - un turismo mordi e fuggi della domenica, che occupa spiagge della costa con ricadute occupazionali basse o quasi nulle, oppure nuove strutture ricettive dove possono lavorare nostri concittadini anche tutto l'anno? Bene quindi l'emendamento proposto dai sindaci della Val di Cornia, bene ovviamente anche l'azione del consigliere regionale Tortolini. Ma queste cose la nostra lista civica le ha sempre sostenute a gran voce. Non può altro che farci piacere, quindi che anche altri, seppur dopo molti anni e occasioni sfumate, arrivino finalmente alle nostre stesse conclusioni».