COSTRUITO probabilmente agli inizi degli anni '50 come edificio scolastico, il corpo di fabbrica era ormai chiuso da molto tempo e presentava un fenomeno di degrado diffuso, dovuto soprattutto ad infiltrazioni d'acqua piovana che ne avevano ammalorato gli intonaci esistenti. L'edificio, il cui accesso avviene dall'interno di Villa Gregoriana nella parte alta verso l'acropoli, si compone di due corpi contigui, entrambi con copertura piana, e si sviluppa su una superficie totale di circa 240 metri quadri. Il primo corpo, a pianta quadrata, era quello in cui si apriva l'ingresso ed era composto di un solo piano con un'altezza interna di 5 metri; il secondo, a pianta trapezoidale, era già disposto su due livelli non collegati tra loro internamente ma con accesso indipendente al piano più basso. Si accedeva alla scuola da una scalinata a doppia rampa, ciascuna delle quali comunicava all'interno con una apertura, una delle quali però era stata murata da tempo. Con il progetto di ristrutturazione sono state abbattute le tramezze interne che formavano le 5 aule, sono state riviste e rafforzate le strutture esistenti rifacendo i vespai nei locali del piano seminterrato, è stato creato un collegamento verticale tra i due piani inserendo una nuova scala con un ascensore centrale per disabili, sono stati inseriti gli indispensabili servizi d'accoglienza al pubblico, dotando tutto l'edificio di impianti e tecnologie moderni. Il visitatore oggi, percorrendo la scalinata a doppia rampa restaurata, accede sia al corpo trapezoidale dove trova la biglietteria ed un piccolo book-shop, sia al corpo quadrato dove può usufruire della caffetteria e nel cui volume è stata realizzata una sottile scala che conduce al soppalco e da qui andare sulle terrazze ricavate dalle coperture esistenti della costruzione. Nel rifacimento interno abbiamo usato come materiale di rivestimento il travertino proveniente da una cava vicina che è stato usato anche per la pavimentazione delle terrazze mentre le pareti abbiamo preferito intonacarle e dipingerle con una tonalità non omogenea tendente al rosa. All'esterno, essendo un edificio privo di carattere storico-artistico, abbiamo ridisegnato le due facciate principali, dando maggior ordine alle aperture esistenti, aprendo il grande occhio sul tempio di Vesta nel locale della caffetteria, realizzando sul corpo scale una parete vetrata che si affaccia sulla valle della cascata e, a coronamento dell'edificio è stata posta una grande fascia in rame che ne sottolinea l'unitarietà riqualificando la nuova destinazione e vestendo l'edifico di un nuovo significato, perché credo che anche nei piccoli interventi la qualità formale possa esprimersi e rendere riconoscibili nuovi valori.