rossella schembri Se tutto fosse andato secondo programma le latomie di Cava Gonfalone sarebbero una meraviglia. Con un teatro dotato di 400 posti, un cinema con 200 sedie e quattro spazi di aggregazione grazie ai fondi dell'Unione europea dal 2003 al 2006. Al momento però possiamo solo dire che il progetto della SOpRINTENDENZA di Ragusa, su commissione del Comune che è il proprietario del sito, è davvero meraviglioso: ma dopo 12 anni è solo sulla carta. Mancano le vie di collegamento, gli impianti tecnologici e le opere necessarie a rendere fruibile e sicuro questo sito. Il più grande misfatto compiuto in quest'area di grande pregio naturalistico, nonché di interesse storico-archeologico-industriale, dato che da queste latomie è stata estratta buona parte della pietra con cui è stata ricostruita Ragusa superiore, dopo il terremoto del 1693, è proprio il fatto di avere usato i fondi europei per realizzare opere destinate a finalità di alto spessore culturale, ma, nello stesso tempo, non essere riusciti a trovare soldi per rendere l'opera fruibile. Ed ecco che arriva l'ennesima interrogazione, stavolta del presidente dell'associazione «Ragusa in movimento», Mario Chiavola, che sollecita l'amministrazione comunale ad impegnarsi per completare i lavori. Chiavola chiede infatti al Comune, che dovrebbe avere l'onere di gestire il sito, se si stia "attivando per fare in modo che l'opera possa essere completata, anche attraverso gli interventi di messa in sicurezza e delle vie di fuga richieste per legge, magari intercettando dei finanziamenti europei". Come è arcinoto nelle latomie di Cava Gonfalone è avvenuto quel che è accaduto per un'altra grande mirabile opera, il convento di Santa Maria del Gesù, ad Ibla. Nel monumento Unesco l'allora direttore dei Beni architettonici della SOpRINTENDENZA di Ragusa, Salvatore Scuto (lo stesso direttore dei lavori realizzati nelle latomie di cava Gonfalone), ricostruì l'ala mancante del Convento - che era crollata - oltre ad avere eseguito opere di restauro e sistemazione del monumento Unesco. Ma l'opera non è affatto fruibile: mancano ascensori e impianti tecnologici. Nel caso del Convento di Santa Maria del Gesù, però, sono stati trovati i fondi, dato che l'immobile è destinato a diventare il nuovo Museo archeologico regionale. Ciò significa che i soldi spesi non sono stati buttati al vento. Nel caso invece dei soldi utilizzati per il grande progetto di Cava Gonfalone, non si può dire lo stesso. Commentava a tal proposito, anni fa, l'allora soprintendente di Ragusa Alessandro Ferrara: "Spendere soldi senza essere certi di completare l'opera è un vero peccato". Per evitare che i soldi, sinora 900 mila euro, spesi nella cava Gonfalone, non siano buttati al vento, l'ente proprietario, cioè il Comune di Ragusa, deve prodigarsi per trovare nuovi finanziamenti. La SOpRINTENDENZA ogni anno avanza un'istanza per i Por, ma sinora non ha ottenuto alcun finanziamento per cava Gonfalone. Ci vogliono all'incirca 2 milioni di euro per far sì che teatro, cinema e spazi polivalenti della cava sottostante via Risorgimento, abbiano finalmente una pubblica utilità. 14032015
SICILIA - Fondi perduti. Le opere già realizzate non fruibili perché mancano servizi e vie di fuga. Nuova interrogazione
Il progetto di latomie di Cava Gonfalone a Ragusa è stato realizzato con fondi europei dal 2003 al 2006, ma dopo 12 anni è solo sulla carta. Mancano le vie di collegamento, gli impianti tecnologici e le opere necessarie per rendere fruibile e sicuro il sito. Il Comune di Ragusa, proprietario del sito, deve prodigarsi per trovare nuovi finanziamenti per completare i lavori. Il presidente dell'associazione Ragusa in movimento, Mario Chiavola, ha sollecitato l'amministrazione comunale ad impegnarsi per completare i lavori. Il progetto è simile a quello del Convento di Santa Maria del Gesù, che è stato completato con fondi destinati a diventare il Museo archeologico regionale.
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