L'assessore regionale Purpura: «I fondi saranno sbloccati dopo l'approvazione della Finanziaria» Castello Maniace, Anfiteatro Romano e Fortezza Eurialo: cantieri in stand by per colpa della Regione. O meglio, del patto di stabilità regionale il cui sforamento ha congelato i fondi ottenuti da Siracusa per il restauro e la riqualificazione di questi tre tesori d'arte e storia. Succede così che la Soprintendenza aretusea non può pagare gli stipendi agli operai impegnati nella grande opera di restauro della sala Ipostila del Castello Maniace e che, per questa ragione, la ditta ha smontato il cantiere. Il paradosso è che i soldi per questi interventi ci sono ma a causa delle lungaggini amministrative di Palermo, restano "congelati". Una situazione che l'assessore regionale ai Beni culturali, Antonio Purpura, ben conosce e che sta affrontando con il collega all'Economia, Baccei. Lo stesso problema riguarda anche il cosiddetto sbigliettamento: ovvero i fondi dei ticket di accesso a siti e musei di cui il 30 viene destinato dalla Regione ai Comuni per interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Siracusa aspetta ancora 450mila euro da Palermo che, secondo l'assessorato regionale ai Beni culturali, arriveranno subito dopo l'approvazione della Finanziaria a fine aprile. Stesso iter per le somme destinate ai grandi restauri. «Si tratta di una vicenda in merito alla quale non abbiamo responsabilità - afferma la soprintendente Beatrice Basile - e che stiamo monitorando con grande attenzione. I lavori al Castello Maniace sono sospesi ma nessuna opera è abbandonata nè vi è alcun deterioramento di quanto finora fatto, semmai l'unico problema è relativo alla durata dei lavori perchè occorre rientrare nei termini stabiliti dall'Unione europea in merito all'esecuzione dell'opera. Quando abbiamo dato inizio al cantiere non ipotizzavamo criticità di questo tipo ma certamente oggi le ditte, che hanno mostrato grande senso di responsabilità, hanno vincoli di tempi. Sono certa, tuttavia, che non appena il cantiere potrà riaprire, si lavorerà a tamburo battente per recuperare il tempo perso». Gli operai della ditta impegnata nella grande opera di restauro della sala Ipostila del Maniace attendono stipendi per un totale di 500mila euro. Non sono dunque pagati da molti mesi. Ed è questa la stessa ragione per cui alcuni interventi di restyling che vedono protagonista l'Anfiteatro romano sono oggi ferme. Anche in questo caso, gli operai hanno lavorato mostrando grande serietà ma quando le somme in ballo sono diventate troppo esose, hanno dovuto fermare il cantiere. Al Castello Eurialo, invece, la situazione è ancora sotto controllo, ma potrebbe esplodere a breve. La Soprintendenza di Siracusa sta curando infatti i lavori di completamento dell'Antiquarium: un gioiello espositivo atteso da decenni per mettere in mostra alcuni reperti rinvenuti nell'area archeologica e ricostruire nelle vetrine espositive la storia della fortezza greca, ampliando così anche l'offerta turistica per quanti si recano a visitarla. I lavori proseguono nonostante la ditta non abbia ottenuto gli stipendi nei tempi corretti e, per questa ragione, annuncia di volersi fermare. Una situazione che riaccende i riflettori sulla gestione del settore a livello regionale e che mette a rischio sforzi profusi a livello locale per redigere i progetti e avviare opere di restauro e interventi volti alla nuova fruizione di siti archeologicI "simbolo" della città antica. Il Castello Maniace, in particolare, è al centro di un grande lavoro di restauro affidato all'architetto Aldo Spataro, responsabile del servizio Beni architettonici della Soprintendenza. «L'intento è di conferire al corpo di fabbrica del Castello Maniace una migliore capacità di risposta alle azioni sismiche - dice Spataro - Il nocciolo centrale del progetto prevede la sostituzione delle opere di puntellamento provvisionale della campata centrale della sala Ipostila rafforzando l'azione svolta dai contrafforti esistenti, costruiti sapientemente dagli ingegneri borbonici. A ciò si affiancheranno ulteriori opere di miglioramento sismico eseguite per lo più in copertura». Altro capitolo di lavori riguarda i costoloni in pietra delle volte a crociera: qui verrà affrontato il restauro degli interventi eseguiti negli anni Sessanta e Settanta mediante integrazioni cementizie che presentano vistose tracce di ossidazione dei ferri che verranno sostituiti. «Ancora all'interno della sala Ipostila - dice l'architetto Spataro - verranno eseguiti interventi di restauro delle superfici lapidee, la pulitura di precisione, il consolidamento delle superfici, la riconfigurazione delle lacune e mancanze, la protezione superficiale con apposito protettivo. All'interno del compendio dei lavori è previsto il restauro di tutte le parti scultoree ornamentali dell'edificio e di quella che Giuseppe Agnello definì "l'opera più ammirata del Castello", ovvero del portale in marmi policromi che segna l'ingresso del castello». 10032015