Nel mirino gli appalti di Grandi Opere e Tav, inchiesta della procura di Firenze. In manette anche gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, e Sandro Pacella, collaboratore di Incalza. Oltre 50 gli indagati, fra loro anche politici come Vito Bonsignore e Antonio Bargone. "Valore delle gare aumentato anche del 40". Il gip: "Trovarono un incarico al figlio del ministro Lupi" Corruzione, induzione indebita, turbativa d'asta ed altri delitti contro la Pubblica amministrazione, sono alcune delle accuse che hanno portato all'arresto dell'ex super-dirigente del ministero dei Lavori pubblici Ercole Incalza, uno dei quattro arrestati nell'inchiesta condotta dal Ros e dai pm fiorentini Giuseppina Mione, Luca Turco e Giulio Monferini. Gli altri sono gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, e Sandro Pacella, collaboratore di Incalza. Nel mirino la gestione illecita degli appalti delle cosiddette Grandi opere per quello che i magistrati definiscono un "articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società aggiudicatarie degli appalti ed imprese esecutrici dei lavori". I POLITICI Gli indagati sono oltre 50, fra loro anche dei politici che non sarebbero "di primissimo piano". Figurano per tentata concussione per induzione anche Vito Bonsignore, ex Forza Italia e Ncd e Antonio Bargone, Pd ed ex sottosegretario ai lavori pubblici nei governi Prodi e D'Alema, in relazione alla promessa della direzione lavori all'ingegnere Stefano Perotti da parte della sociatà consortile Ilia Orme che proponeva il project financing per la realizzazione dell'autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre. Tra i politici coinvolti anche Stefano Saglia, ex Pdl e Ncd e ex sottosegretario al Ministero per lo sviluppo economico per turbativa d'asta in relazione al bando di gara emessa dall'autorità portuale di Trieste per il collaudo della Hub portuale di Trieste in cui compare anche il nome di Rocco Girlanda, ex Pdl. LUPI Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Firenze compare anche Luca Lupi, figlio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi. "Effettivamente, Stefano Perotti", l'imprenditore arrestato, "ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi", dice il magistrato. Lo stesso ministro a margine di un convegno a Belluno spiega: "Da parte del governo "c'è la "massima disponibilità e collaborazione per accertare e verificare". "Siamo assolutamente convinti che in questo Paese si debbano realizzare le grandi opere che sono assolutamente necessarie e che debbano essere realizzate in tempi certi, nella maniera più trasparente e combattendo qualsiasi fenomeno di corruzione - ha aggiunto Lupi - Da questo punto di vista abbiamo sempre detto in tutti i casi e anche in questo che c'è la massima disponibilità e collaborazione da parte del mio Ministero e da parte del Governo intero per accertare e verificare". Però spuntano anche delle intercettazioni delle sue conversazioni con Incalza. "Su questa roba ci sarò io lì e ti garantisco che se viene abolita la Struttura tecnica di missione non c'è più il governo!..", dice in una conversazione telefonica il ministro (non indagato) ad Ercole Incalza. "L'importanza della Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture - scrive il Gip - è ben rappresentata" nel colloquio: "il ministro Lupi, infatti, a fronte della proposta di soppressione di tale struttura o di passaggio della stessa sotto la direzione della presidenza del Consiglio arriva a minacciare una crisi di governo. "... Vado io guarda...", dice il ministro, "siccome su questa cosa... te lo dico già.. però io non voglio.. cioè vorrei che tu dicessi a chi lavora con te che sennò vanno a cagare.. cazzo!.. ho capito!.. ma non possono dire altre robe!.. "Su questa roba ci sarò io lì e ti garantisco che se viene abolita la Struttura tecnica di missione non c'è più il governo!.."l'hai capito non l'hanno capito?!". Le ordinanze di custodia cautelare sono in corso di esecuzione dalle prime ore di questa mattina a Roma e a Milano da parte dei militari dell'Arma che stanno anche effettuando in diverse regioni un centinaio di perquisizioni di uffici pubblici e sedi societarie riconducibili agli indagati. Uno degli imprenditori arrestati vive a Firenze ed è titolare di una società di ingegneria impegnata in alcuni grandi lavori, come Tav Firenze, City Life e Fiera Milano, Metro 5 Milano, Fiera di Roma, Autostrada Salerno-Reggio Calabria. L'inchiesta nasce dagli appalti per l'Alta velocità nel nodo fiorentino e per il sotto-attraversamento della città. Da lì l'inchiesta si è allargata a tutte le più importanti tratte dell'Alta velocità del centro-nord Italia ed a una lunga serie di appalti relativi ad altri Grandi Opere, compresi alcuni relativi all'Expo. "Il Gip non ha ritenuto che sussistessero gli elementi di gravità per contestare l'associazione per delinquere e l'ha rigettata", ha detto il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, alla conferenza stampa sull'inchiesta. "I principali indagati sono Ettore Incalza, che da molti anni si occupava di grandi opere ai lavori pubblici. Per l'accusa la direzione dei lavori veniva affidata all'ingegner Stefano Perotti per un accordo illecito: Perotti affidava consulenze retribuite a Incalza. Sono stati arrestati anche due loro stretti collaboratori". Il comandante del ros, Mario Parente, ha parlato di costi che "lievitavano anche del 40 per cento grazie a questo tipo di direzione dei lavori". Creazzo ha inoltre reso noto che "il totale degli appalti affidati a società legate a Perotti è di 25 milioni di euro". Ercole Incalza è una figura di primissimo piano nell'ambito del ministero dei Lavori Pubblici. Arrivato nel 2001 come capo della segreteria tecnica di Pietro Lunardi (governo Berlusconi), è rimasto alle Infrastrutture per quattordici anni, attraversando sette governi: è passato attraverso Antonio Di Pietro (governo Prodi), fino a Lupi, con il governo Letta e poi con il governo Renzi. Fonti dell'esecutivo precisano che dallo scorso dicembre non ha più alcun incarico, neppure a titolo gratuito. Tra i luoghi perquisiti - oltre ad uffici della Rete Ferroviaria Italiana Spa e dell'Anas International Enterprises - anche ambienti della Struttura di Missione presso il Ministero delle Infrastrutture, delle Ferrovie del Sud Est Srl, del Consorzio Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, dell'Autostrada regionale Cispadana Spa e dell'Autorità portuale Nord Sardegna. Alcune perquisizioni sono state svolte con il concorso di personale dell'Agenzia delle Entrate per gli accertamenti di competenza in materia fiscale. L'esecuzione dei provvedimenti ha interessato le province di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna, Crotone e Olbia. Ddl Grasso Sono passati 731 giorni da quando il presidente del Senato Grasso ha presentato il suo disegno di legge, uno strumento utile per fermare la corruzione", dice il procuratore antimafia Franco Roberti. "Bisognerebbe approvare la legge sulla corruzione nella versione, a mio avviso, proposta dal presidente del Senato Grasso, e poi probabilmente bisognerebbe intervenire anche sulla cosiddetta legge Obiettivo del 2001. Adesso ha spiegato - è presto per definire i cordoni di questo eventuale intervento ma probabilmente qualcosa bisogna rivedere anche in quella legge".
la Repubblica
16 Marzo 2015
Tangenti, blitz del Ros: arrestato Ercole Incalza, dirigente dei Lavori pubblici per sette governi
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