Verifiche di Comune e Ministero sui lavori della Casa del Pellegrino. Macerie all'ex Pezzullo Castello Colonna: ci vorranno circa tre giorni prima che le macerie delle mura e del torrino siano rimosse. Ad affermarlo sono gli archeologi del Gruppo ebolitano intervenuti sul posto dal giorno del crollo. Una presenza, quella dei tecnici afferenti alla Soprintendenza ai beni archeologici di Salerno e all'Università degli studi di Salerno, che è ormai una costante, mentre le ruspe depositano le pietre cadute nei cassoni per l'evacuazione. Ci vorranno tre giorni circa, condizioni atmosferiche permettendo. Già domani è, però, prevista pioggia. I volti dei presenti ieri pomeriggio scrutano le nubi in cielo. Sono gli occhi dei componenti del comitato Arco dei tredici. Un consesso che «non ha presidenti o capi: «Arco dei tredici sono tutti i cittadini di Eboli». A parlare è Antonella Dell'Orto. Accanto a lei Franco Manzione. Solo due dei tanti nomi che compongono il comitato che ieri nel pomeriggio attendeva ancora notizie dalla riunione tenutasi a Napoli tra il commissario prefettizio del comune di Eboli, Vincenza Filippi, e l'Amministrazione giudiziaria per capire cosa fare. Il vertice, al quale oltre alla Filippi, hanno partecipato il Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, Tommaso Costabile, i tecnici del Provveditorato, gli ingegneri Luigi Vecchio e Raffaele Iaccarini, i tecnici del Comune di Eboli, gli ingegneri Giuseppe Barrella, Responsabile della Manutenzione, e Cosimo Polito, Comandante della Polizia Municipale, ha ratificato le scelte fin qui fatte: la messa in sicurezza del muro e la limitazione della circolazione stradale a tutela della pubblica incolumità. Già avviate, inoltre, le procedure per la catalogazione, rimozione e stoccaggio del materiale di risulta del crollo nell'area dell'ex Pastificio Pezzullo, attigua al Comando di Polizia Municipale, così come richiesto dalla Soprintendenza ai beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno. «Sono già in corso - si legge in una nota diramata ieri sera da Palazzo di Città - sia da parte del Provveditorato che da parte del Comune, tutti gli accertamenti tecnici per risalire alle cause del dissesto, eventualmente supportati anche da indagini strumentali». Il Commissario «ha sollecitato i tecnici a chiarire, così come richiesto da associazioni e comitati di quartiere che operano sul territorio, l'eventuale nesso di causalità fra il dissesto verificatosi e i lavori della "Casa del Pellegrino" , il cui cantiere insiste in prossimità dell'area dove è avvenuto il crollo. Non appena completata la rimozione del materiale crollato - assicurano da Palazzo di Città - sarà ripristinata la rete idrica a servizio dell'Icatt». Insomma, lavori e sopralluoghi continuano per capire quali siano le cause del disastro avvenuto domenica scorsa. Né le perizie porterebbero a scartare uno delle strade percorse. Maltempo, invecchiamento e le vibrazioni provocate dal vicino cantiere per la realizzazione della casa del Pellegrino sono da considerarsi come fattori concorrenti. «Non c'è nulla di certo», dicono gli esperti del Gruppo archeologico ebolitano (gli archeologi D'Andrea e Ciccarone), mentre la ricercatrice Rosa Fiorillo qualche ipotesi la lancia rispetto alle sollecitazioni provocate dai mezzi pesanti in azione nel vicino cantiere ed al taglio di alcuni alberi. Saranno solo i rilievi a chiarire le dinamiche di quanto accaduto. Dinamiche che il comitato vuole conoscere: questo il senso del documento consegnato ieri a Palazzo di città. Al presidio permanente del comitato qualcuno guarda in su: «Ricordo quando, durante la guerra, nel castello si rifugiavano gli sfollati». Il castello, che ha vinto i terremoti e le bombe alleate, oggi è una ferita aperta nell'immaginario collettivo ebolitano. La seconda dopo lo sventramento di un altro simbolo: la collina di San Giovanni divenuta ormai una «Monument Valley» visibile dall'autostrada.
Crollo al castello di Eboli, scatta l'inchiesta
I lavori della "Casa del Pellegrino" a Eboli sono stati fermati dopo il crollo del torrino e delle mura del Pezzullo Castello Colonna. Gli archeologi del Gruppo ebolitano hanno verificato le macerie e hanno stabilito che ci vorranno circa tre giorni per rimuoverle. La presenza dei tecnici della Soprintendenza ai beni archeologici e dell'Università degli studi di Salerno è ormai una costante. Il comitato Arco dei tredici, composto da cittadini di Eboli, ha chiesto informazioni sulla causa del crollo e ha richiesto la catalogazione, rimozione e stoccaggio del materiale di risulta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo