AVEVANO presentato un progetto ed ottenuto le autorizzazioni per il recupero ambientale di una zona boschiva di Castiglione Chiavarese, ai confini con il comune di Moneglia. Un'area che il sindaco considera "desertica", ma a quanto pare di particolare pregio ambientale e paesaggistico, tanto da essere sottoposta a vincolo da parte della Regione. Per il Corpo Forestale, invece, lì i proprietari avrebbero realizzato una discarica di terre da scavo ed inerti. Con l'approvazione degli amministratori locali. Tant'è che ieri la Procura della Repubblica ha ottenuto dal gip e disposto il sequestro dell'intera area, notificando undici avvisi di garanzia, tra cui al sindaco Giovanni Collorado che ha tenuto per sé la delega all'Urbanistica, al geometra comunale, Giacomo Bregante, a due tecnici privati che hanno redatto i progetti ed i disegni, ai sette membri della Commissione Urbanistica e al proprietario del sito, Paolo Neve, titolare di una ditta di autotrasporti di Sestri Levante che nel Tigullio e nel Levante della provincia gestisce la movimentazione degli inerti. A tutti, a vario titolo, la magistratura contesta l'abuso d'ufficio, il falso ed alcune violazioni delle norme in materia ambientale. Fin dalle prime ore della mattina di ieri una dozzina di agenti della Forestale hanno compiuto una serie di perquisizioni, setacciando gli uffici comunali del sindaco, del capo tecnico e del presidente della Commissione Urbanistica; poi anche le altre sedi ed abitazioni, gli studi di alcuni professionisti e dei proprietari dei terreni. Sono stati sequestrati computer, copiati file, acquisiti faldoni di documenti, di progetti e di delibere che dovrebbero riguardare e far luce sulla vicenda. Tutto materiale che già da ieri è al vaglio del Corpo Forestale, i cui primi riscontri e contenuti nella giornata di oggi saranno portati in Procura. Solo dopo si potrà sapere di più. Secondo quanto ipotizza il pm Massimo Terrile (pool reati contro la pubblica amministrazione), sull'area in questione di località Gavornie, in Val Petronio, vasta alcuni ettari, mancherebbero diverse autorizzazioni, una serie di pareri ed approvazioni da parte degli enti preposti. «Ci sarebbe una differenza notevole tra quanto previsto dai progetti e quanto invece hanno realizzato e stanno facendo», precisa il procuratore capo Michele Di Lecce. Che però non spiega di più, anche perché fino alla tarda serata di ieri non si conoscevano i dettagli dell'operazione ancora in corso. Il primo cittadino di Castiglione Chiavarese, comunque, sostiene che ci sia tutto in regola: «Nel 2014 sono state rilasciate le opportune autorizzazioni e concessioni da parte di Comune, Provincia, Regione e persino dei Beni Ambientali - spiega Giovanni Collorado - su una zona boschiva sen- za più un albero». Pare che in passato sia stata data alle fiamme e, fra le tante cose, si tratta di capire se all'epoca l'incendio sia stato di origine dolosa, quindi l'area da allora sottoposta a vincoli di legge che impediscono l'edificazione per almeno 10 anni e altre destinazioni d'uso, fra le quali il divieto di vendita. Lo stabilisce una legge dello Stato introdotta nel 1989. In ogni modo, la zona è sottoposta a vincolo paesaggistico da una legge regionale. E il sindaco in passato voleva realizzarci un campo da calcio. Poi non si è fatto nulla ed invece è comparsa la discarica. «Gli uffici comunali hanno chiesto le opportune autorizzazioni agli enti di competenza ricorda Collorado - io in Commissione Edilizia prendo atto di quello che mi dicono i tecnici e do il parere ». L'inchiesta sarebbe partita lo scorso anno da un esposto. Probabilmente da ambientalisti. Ma per il sindaco i progetti prevedono che lì sia portata soltanto terra buona e non inquinante: «Devono farci delle terrazze da ripiantumare - precisa Collorado - in un bosco ormai privo di vegetazione».
L'area da bonificare diventa discarica
La Procura della Repubblica ha sequestrato un'area boschiva di Castiglione Chiavarese, ai confini con il comune di Moneglia, per un'indagine su presunte violazioni delle norme ambientali. L'area era stata autorizzata per il recupero ambientale, ma i proprietari avrebbero realizzato una discarica di terre da scavo e inerti senza le autorizzazioni necessarie. Il sindaco Giovanni Collorado sostiene che tutto sia in regola, ma la Procura contesta l'abuso d'ufficio, il falso e le violazioni delle norme ambientali. Sono stati sequestrati computer, documenti e altri materiali, che saranno esaminati dal Corpo Forestale. L'inchiesta è partita lo scorso anno da un esposto di ambientalisti.
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