L'appello lanciato dal direttore e fondatore del "Museo Virtuale dell'Iraq", Massimo Cultraro, in occasione della lezione sull'"archeologia della guerra" tenuta a Ragusa Parte da Ragusa un appello rivolto a tutto il mondo scientifico e culturale perché si intervenga nel vicino oriente. In quella zona di mondo dove i miliziani dello Stato Islamico stanno distruggendo preziosi reperti del mondo antico. Parte da Ragusa per iniziativa di Massimo Cultraro, catanese, professore ordinario di Archeologia all'Università di Palermo e primo ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche, che nel capoluogo ibleo ha tenuto una lezione sulla "archeologia della guerra". "Non possiamo rimanere del tutto passivi davanti allo scempio che si sta consumando in una delle zone archeologicamente più ricche del pianeta - dice il professor Cultraro - e siccome almeno per il momento nessuno del mondo accademico e culturale e scientifico italiano ha mosso un dito, né in forma personale né istituzionale, allora saremo noi che dalla periferia, da questa città dove di archeologia si discute e si dibatte da oltre un secolo, lanciamo un appello". Un appello formalmente firmato per primo dallo stesso Cultraro, soprattutto nella sua posizione di direttore e fondatore del "Museo Virtuale dell'Iraq", e poi dal suo collega Giovanni Distefano, direttore del Museo archeologico di Kamarina che lo ha ospitato a Ragusa per la lectio magistralis, in uno con almeno altri centocinquanta tra i partecipanti alla lezione di Cultraro, inserita nel corso di introduzione all'archeologia preistorica che è giunto alla terza lezione. "Non è possibile che ancora nel 2015 si possa immaginare la distruzione di antichissime testimonianze che hanno fatto la storia dell'umanità - ha detto Giovanni Distefano nel presentare l'appello redatto con Massimo Cultraro - eppure è esattamente quello che sta accadendo. In quanto archeologi, uomini e donne di scienza e di studio, oltre che di appassionati e cultori della storia dell'uomo e delle sue opere, non possiamo rimanere indifferenti. Nel nostro piccolo non possiamo fare molto, non molto più di questo appello che lanciamo al mondo scientifico e culturale italiano. " Da parte sua Cultraro ha riferito che la situazione nel vicino oriente è estremamente preoccupante. Il docente e ricercatore del Cnr conosce molto bene quella zona, atavicamente in subbuglio, dove non si riesce a trovare una soluzione ai tantissimi conflitti, di ordine religioso, politico, etnico ed ideologico. "Sono stato per anni a scavare nel vicino Oriente - ha riferito Cultraro - e le pressioni, le tensioni si sono sempre perfettamente percepite. Ma adesso è in forte pericolo la storia stessa dell'uomo che, è bene ricordarlo, fonda le prime forme di civiltà come noi la intendiamo proprio da quelle parti. " Al Centro servizi culturali di Ragusa, invitato dal Museo di Kamarina e dalla locale sezione dell'Archeoclub, il professor Cultraro ha tenuto una applaudita lezione sull'archeologia della guerra. Tema molto interessante quanto poco sondato, appartenente, per stessa ammissione dell'accademico, ad una ristretta elite di studiosi. E se poi per archeologia, in questo caso, s'intende la parte più lontana nel tempo, appunto la preistoria, allora si restringe, e di molto, non soltanto il campo d'azione, ma gli stessi topoi nei quali scavare e fare ricerche. Tra questi - poche decine in tutto il Mediterraneo, e meno di dieci in Sicilia, occupa un posto di rilievo la fortificazione di Branco Grande. Non distante da Kamarina, scavata per primo da Paolo Orsi e poi più nel dettaglio da Luigi Bernabò Brea, la "fortezza" è tuttora un piccolo mistero per gli archeologi. Sostanzialmente un ciclopico muro in forma circolare, a proteggere una ventina di semplici capanne, è - allo stato dell'arte degli studi - la unica fortificazione preistoria siciliana sulla riva del mare. 12032015
Salviamo l'antico Oriente da questa furia distruttiva
Il direttore e fondatore del "Museo Virtuale dell'Iraq", Massimo Cultraro, ha lanciato un appello al mondo scientifico e culturale per intervenire nel vicino oriente, dove i miliziani dello Stato Islamico stanno distruggendo preziosi reperti del mondo antico. Cultraro ha tenuto una lezione sull'"archeologia della guerra" a Ragusa, in cui ha parlato della distruzione di antichissime testimonianze che hanno fatto la storia dell'umanità. L'appello è stato firmato da Cultraro e da altri 150 persone, tra cui il direttore del Museo archeologico di Kamarina, Giovanni Distefano.
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