Il presidente era a Massa per un convegno del Pd, le associazioni hanno manifestato contro il nuovo piano paesaggistico al vaglio del consiglio regionale: non tiene conto delle norme vigenti sui codici naturali e sulla protezione delle acque MASSA. Striscioni, megafono e "giù le mani dalle Apuane" urlato a ripetizione. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, è stato accolto così ieri pomeriggio da un gruppo di ambientalisti davanti al Bic, in via Dorsale, dove si è tenuto un incontro organizzato dal Pd provinciale per fare un punto sui cinque anni di amministrazione in Regione. Ad ascoltarlo una buona fetta del Pd apuano, mentre fuori gli ambientalisti protestavano in difesa della vecchia versione del piano paesaggistico toscano (il documento verrà approvato in via definitiva martedì prossimo). "I consiglieri regionali sono dei selvaggi commenta Franca Leverotti, consigliera nazionale di Italia Nostra, dietro il suo cartellone dell'associazione Non si preoccupano delle norme vigenti sui codici naturali, sui siti di Natura 2000 o sulla protezione delle acque carsiche e superficiali. Non si riesce più a distinguere tra una destra e una sinistra perché tutti hanno dimostrato di guardare agli interessi particolari piuttosto che a quelli della collettività". Un punto su cui il governatore non ha voluto commentare. "Mi sono promesso di commentare il piano paesaggistico -dice - una volta approvato in via definitiva. Quello che voglio dire ai signori fuori (gli ambientalisti, ndr) è che la democrazia è così: si discute per arrivare a una decisione. Loro dicono la loro, che spesso è basata più su versioni giornalistiche dei fatti che questioni reali". Ha però parlato ampiamente del Testo unico sulle cave, sfornato martedì scorso dal consiglio regionale, chiamandolo più volte "rivoluzione". "Sono convinto commenta che valorizzando il marmo si arrivi a estrarne meno. Questa legge quindi riuscirà a garantire sviluppo e rispetto dell'ambiente". E aggiunge: "l'obiettivo è creare lavoro, lavoro e lavoro". Con la nuova legge regionale sulle cave è stato istituito il distretto marmifero apuo-versiliese, quello che, nelle intenzioni di Firenze, "può diventare uno dei distretti più forti della regione e un'etichetta della toscanità. Zona chiarisce Rossi sia di estrazione sia della lavorazione del marmo".Uno dei punti di cui il governatore va più fiero di questa legge regionale, oltre chiaramente all'abolizione dei beni estimati che è il suo cavallo di battaglia, è l'accento sulla filiera corta. Entro due anni i concessionari di cava dovranno presentare un piano industriale: se, nei primi cinque anni, lavorano almeno il 50 per cento del marmo in loco, potranno ottenere una concessione fino a venticinque anni. "Se invece non vogliono seguire questa strada spiega Rossi la concessione scade dopo 7 anni e, come prevede la Bolkestein, va a gara". Sugli strumenti a disposizione dei Comuni per controllare che i piani industriali vengano rispettati, il governatore risponde con un'alzata di spalle. "La Regione non può sapere tutto dice Li dovranno trovare i Comuni". Altro orgoglio del presidente è poi il raddoppio del contributo regionale per l'ambiente, per quanto riguarda il monumentale "che in questo modo spiega il governatore -passerà da cinque a dieci e permetterà al Comune di ricavare più risorse da ridistribuire nel territorio". Il governatore ha parlato poi degli altri temi scottanti del territorio apuano. A partire dalla zona industriale, per la quale giovedì c'è stato un incontro istituzionale a Roma (vedi articolo sotto, ndr) e in particolare della Eaton, la vertenza più lunga nel nostro territorio e che vede ancora centinaia di tute blu senza lavoro. Per loro arrivano buone notizie. "L'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini informa Rossi ha trovato fondi per coprire ammortizzatori sociali fino a fine 2015". Ha poi parlato dell'ospedale annunciandone l'inaugurazione entro la fine dell'anno e smorzando le polemiche sui costi: "i nostri ospedali ha detto sono quelli che sono costati meno in assoluto in Italia, proprio per averli progettati e costruiti insieme". Infine ha ringraziato il consigliere regionale uscente Loris Rossetti "per il lavoro fatto in di questi anni che ha permesso - dice - di collegare Firenze alla provincia".