IL 21 marzo alla rotonda Diaz ci sarà Papa Francesco. Se il pontefice dovesse volgere lo sguardo verso la Villa comunale vedrebbe solo un grande cantiere. Ci vorrà ancora un po' di tempo, almeno tre mesi, per terminare la prima fase della riqualificazione che prevede una nuova pavimentazione del parco di via Caracciolo. L'intervento del Comune riguarda i 13 mila metri quadrati che vanno dall'ingresso della rotonda Diaz fino alla stazione zoologica Anton Dohrn, lato mare. Tutto il resto del "real passeggio", invece, è ancora occupato dal cantiere della futura linea sei della metropolitana e non sarà interessato dall'intervento. Questa area dovrebbe essere consegnata dall'Ansaldo, concessionaria dei lavori per la metropolitana, entro la fine dell'anno. «Così ci hanno assicurato», afferma il vicesindaco Tommaso Sodano. Prima il caso di una ditta sprovvista del certificato antimafia che ha ritardato l'avvio dei lavori e problemi tecnici che hanno rallentato il procedere dell'opera sono alla base dei ritardi accumulati nell'azione di recupero del parco. In ultimo sono state riscontrate anche difficoltà per i sottoservizi dove alcune condotte finivano in "recapiti" sigillati con il cemento, quindi inutilizzabili. E anche questo spiega perché la Villa si trasformava in un acquitrino paludoso a ogni pioggia. Superato questo ostacolo e allestito anche il nuovo sistema di irrigazione dell'Abc, è scattata la ripavimentazione che per adesso ha coinvolto soltanto un terzo dei 13 mila metri quadrati interessati dall'intervento. Si sta procedendo con un impasto tufaceo mischiato a elementi che ne dovrebbero migliorare la stabilizzazione in sostituzione del tufo in polvere instabile che diventava sabbia a un minimo soffio di vento. Secondo i tecnici la nuova pavimentazione dovrebbe usurarsi più tardi mantenendo però identico l'effetto cromatico del "real passeggio", come richiesto dalla soprintendenza. «I lavori termineranno a primavera assicura Sodano e non ci sono particolari ritardi da quando abbiamo iniziato l'opera». Capitolo a parte merita la questione della Cassa Armonica smontata e deturpata per la prima Coppa America di vela. Il Comune attraverso una gara ha assegnato i lavori di restauro per 292 mila euro (l'importo complessivo dell'appalto era di 367 mila euro) alla ditta "Rtu Restauri" che si è aggiudicata l'intervento con un punteggio totale di 79,41 e un ribasso del 21,21 per cento. Al momento, però, manca ancora il progetto esecutivo che sarà presentato il 5 aprile per essere poi passato al vaglio della soprintendenza. Soltanto allora i lavori potranno scattare. La ditta, comunque, ha provveduto a prendere in custodia le vetrate bicolore e le parti in ghisa che componevano l'antica corolla, trasferendole in un proprio deposito, così fanno sapere da Palazzo San Giacomo. Questi elementi erano stati staccati dal monumento per poter svolgere all'interno del Cassa Armonica la premiazione della Coppa America, ma erano stati poi abbandonati all'aperto nel cantiere della metropolitana. Ancora da chiudere concretamente la questione della Casina del Boschetto. L'ex circolo della stampa è stato assegnato con un delibera dal Comune alla stazione zoologica Anton Dohrn, decisione che ha ottenuto il via libera anche dal consiglio comunale. Oggi ci sarà un incontro per definire la convenzione con la quale si getteranno le basi per il recupero della struttura abbandonata da tempo e lasciata alla mercé di vandali e sbandati.