«VENERDÌ chiederò al cda di autorizzarmi a richiedere all'Unesco di certificare l'unicità del patrimonio architettonico dell'Eur». L'annuncio arriva dal presidente di Eur spa, Pierluigi Borghini, durante l'inaugurazione della mostra "Esposizione Universale Roma. Una città nuova dal fascismo agli anni '60", da oggi al 14 giugno al Museo dell'Ara Pacis. A ideale coronamento di quel percorso che ha trasformato il quartiere «in un gioiello da preservare». Alla storia dell'Eur, nato come simbolo della monumentalità fascista e divenuto espressione del miracolo economico degli anni Sessanta, è dedicata la mostra promossa da Comune, Sovrintendenza, Eur Spa e Expo, in collaborazione con Istituto Luce e Teatro di Roma che ne ripercorre le tappe, in occasione dell'Expo di Milano. Dal progetto della mancata esposizione E42, ideata per celebrare il fascismo nel ventennale della sua conquista del potere, all'abbandono dei lavori a causa della guerra, quando un solo edificio era stato ultimato. Fino al periodo post-bellico, in cui il destino del nuovo quartiere rimase incerto, per arrivare poi alla rinascita e alla trasformazione dell'Eur negli anni Cinquanta e Sessanta, quando divenne il più moderno e organizzato quartiere della capitale, dedicato all'edilizia residenziale, sede di ministeri, enti di previdenza e grandi società e destinato a ospitare parte delle Olimpiadi di Roma del 1960. Il percorso dell'esposizione, curata da Vittorio Vidotto, si snoda attraverso le sale con oltre cento opere, fra cui gli splendidi scatti di grandi fotografi contemporanei come Oscar Savio, Franco Fontana, Hans-Christian Schink, Andrea Jemolo e Fabrizio Ferri. Ma anche disegni, modelli, filmati dell'Archivio storico Luce e estratti di film girati all'Eur fra il dopoguerra e gli anni '60, da "Roma città aperta" a "La dolce vita". Una mostra che è anche un racconto che, dal 4 al 14 giugno, proseguirà sul palcoscenico del Teatro di Roma dove sarà portato presentato, per la regia di Piero Maccarinelli, "L'esposizione universale" di Luigi Squarzina. «Un testo inedito in Italia che racconta di un gruppo di sfollati insediatisi nei palazzi non finiti dell'Esposizione», ha spiegato ancora Maccarinelli. In sinergia con il Teatro diretto da Antonio Calbi sono nati anche i sei incontri che si terranno dal 19 marzo al 21 maggio al Teatro Argentina e all'Auditorium dell'Ara Pacis. Per approfondire la storia di un quartiere «nato come utopia, ma diventato realtà», per usare le parole del sovrintendente Claudio Parisi Presicce. Nel segno di una valorizzazione «dell'immenso patrimonio di Roma, non solo archeologico, ma anche contemporaneo» come ha sottolineato l'assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli.