C'è un'Italia che non si arrende al declino e chiede di far ripartire il paese usando l' appeal della bellezza e del paesaggio. Il 21 e 22 marzo, per le Giornate di primavera organizzate dal Fai, mezzo milione di persone si metteranno in fila davanti a 780 gioielli dell'arte e della cultura che per l'occasione apriranno le loro porte: si va dai 193 luoghi di culto ai 65 piccoli musei, dai 243 palazzi alle 13 aree archeologiche, dai 75 castelli e torri, ai 25 giardini e parchi. «È la più grande manifestazione in difesa dei beni culturali: contando anche le adesioni alla campagna sui luoghi del cuore coinvolgiamo più di due milioni di cittadini», ha dichiarato il presidente del Fai, Andrea Carandini. «Una mobilitazione carica di un messaggio particolarmente forte in questi giorni in cui assistiamo a barbarie esterne di distruttori della storia, ma anche a barbarie nostrane che portano a un forte indebolimento, se non annullamento, del piano paesaggistico della Toscana. E allora, pensando ai versi dell'Aida, lancio un anatema su quegli amministratori che cercano facile successo elettorale a discapito della tutela delle belle contrade». «Il ministero dei Beni culturali è impegnato in una radicale riforma per arrivare alla piena valorizzazione del nostro patrimonio culturale: la difesa del paesaggio della Toscana, che è in sé un monumento, costituisce un banco di prova per la capacità di cogliere nuove opportunità anche economiche», ha aggiunto Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario dei Beni culturali. Anche l'adesione alle Giornate di primavera (dal 16 al 22 marzo si potrà inviare un sms da 2 euro al 45507) sarà un test significativo che si concluderà con la maratona culturale di due giorni: parte da Roma con il premier Renzi che apre le porte di Palazzo Chigi. In Calabria si visiteranno i 15 ettari della villa romana in contrada Palazzi, a Casignana. In Puglia la Cantina Spagnola di Laterza, un'ex chiesa rupestre ampliata e trasformata dai marchesi di Laterza per incontri galanti. E ancora: la Tipografia sociale di Foligno, con il torchio in cui vennero stampate le prime 10 mila copie dei Promessi sposi . La certosa di Trisulti, nel Lazio, con i 37 mila volumi della sua biblioteca e l'antica farmacia, un capolavoro del Settecento perfettamente arredato. Il palazzo ducale di Sassuolo, monumento della cultura barocca. L'archivio storico Ricordi, a Milano, con 8 mila partiture, 16 mila lettere di musicisti, 9 mila libretti.