Sarà l'unico al mondo, e avrà un richiamo internazionale, il Centro di documentazione dell'Unesco che sorgerà all'interno della Reggia di Venaria. Ma non possiamo pensare di dare vita a un luogo che interessi solo gli studiosi, ne faremo anche un museo incentrato sia negli spazi juvarriani delle Citroniere e delle Scuderie, sia nel giardino, sul rapporto tra civiltà e paesaggio, tra arte e natura come viene rappresentato nei siti che sono Patrimonio dell'umanità». Questa la dichiarazione resa ieri pomeriggio dalla presidente regionale Mercedes Bresso al castello di Racconigi, durante la Terza conferenza nazionale dei siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale dell' Unesco, alla presenza tra gli altri del sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono e di Francesco Caruso, ambasciatore italiano presso l'Unesco. Si rilancia dunque un'idea già formulata dalla precedente amministrazione regionale, dandole però maggiore risalto e specificando meglio il taglio che si intende attribuire al progetto. «In particolare -ha precisato Mercedes Bresso - nella Citroniera di Venaria, che era un immense giardino d'inverno, potrebbero trovare spazio le ricostruzioni dei giardini storici delle varie epoche, mentre le Scuderie potrebbero ospitare le mostre temporanee, strutturate sulla base di criteri geografici o temporali e con la possibilità di presentare al pubblico anche oggetti originali». Negli spazi ali 'aperto, quelli che si trovano alla sinistra della Grande Allea che dalla Reggia porta alla Mandria, verranno poi realizzati dei veri e propri giardini, in sintonia con le esposizioni e gli allestimenti all'interno. Insomma, se si deciderà di occuparsi di residenze del 700, la mostra presenterà oggetti e dipinti dell'epoca e i giardini saranno progettati secondo i dettami allora in voga. Ma lo stesso può valere se l'ambito è quello dell'antica Babilonia o della Siria. «Si vuole creare una grande attrazione, ma al contempo ricordare che si tratterà pur sempre di un centro di studi e di formazione». La parte del Centro dedicata alla documentazione - che sarà completa di archivio e biblioteca e destinata agli studiosi -troverà sede nel piano superiore delle Scuderie e riguarderà tutti i 780 siti che rientrano nel Patrimonio dell'Umanità. Tra questi, ci sono per il Piemonte proprio le Residenze Sabaude e Sacri Monti (se ne parlerà oggi pomeriggio nella sessione torinese del convegno a Palazzo Reale). Lunedì prossimo il progetto sarà esaminato durante un incontro tra rappresentanti di Regione, demanio e Ministero per i Beni culturali, prima dell'estate verrà poi presentata una bozza di proposta all'Unesco. Se verrà approvata, i lavori dovranno partire. «L'Unesco non ci fornirà finanziamenti, bensì il suo marchio - ha concluso la presidente. - Questo ci permetterà enormi facilitazioni, anche per ottenere prestiti per le mostre».