MONTECATINI La Regione c'è e farà sentire i suoi (speriamo benefici) effetti prima della fine di questa legislatura. Per la prima volta un'assessore regionale al turismo, Sara Nocentini, risponde al "fuoco incrociato" delle domande della commissione società partecipate e scoppia la pace con la città, accorsa in massa per seguire l'incontro in Comune. Tre la frasi dell'assessore che hanno sancito il sotterramento dell'ascia di guerra: una sull'impegno della Regione («Le Terme restano un investimento strategico»); una sui tempi («La soluzione al problema la voglio dare io, non lascerò l'incombenza alla prossima giunta») e una sulla vendita del teatro Verdi («Ho già parlato con la Soprintendenza, ma abbiamo pronta anche un'altra soluzione»). Stop ai motori. «Per mettere in sicurezza l'investimento alle Leopoldine dice Nocentini abbiamo dovuto fermare le macchine. Solo così era possibile capire quanto e come la Regione potrà intervenire. Non si tratterà certo di una ricapitalizzazione, dato che l'indirizzo è quello di uscire dalla gestione delle società partecipate. Il gruppo di lavoro appena nominato servirà proprio a studiare le possibili soluzioni per coprire quei 16-18 milioni che ancora servono per portare a termine la piscina e il complesso termale». E a proposito del gruppo di lavoro, il Comune ha reso noti i nomi dei componenti che affiancheranno quelli della Regione: si tratta del segretario comunale Aniello Striano; della responsabile area aziende partecipate del Comune, Rossana Parlanti; e dell'avvocato Franco Arizzi, ex amministratore delle Terme. Valutazioni sbagliate. Ma cosa non ha convinto l'assessore sulla gestione del "caso- Leopoldine"? «Nel piano industriale approvato nel novembre 2013 si parlava ancora di una parte mancante di 1,5 milioni, non certo di 18. Soldi che sarebbero stati coperti da entrate e alienazioni. Io non voglio parlare di errori o di chi ha fatto bene o male, dico solo che ho ereditato una situazione critica e che voglio rimediare. Forse qualcuno ha solo gettato il cuore troppo oltre l'ostacolo». Le strade. Se sul "quanto" l'assessore non ha anticipato nulla, sul "come" le idee sono un po' più precise. «È possibile acquisire parte del patrimonio, creare una società immobiliare, separare la parte gestionale tra soci. È vero che i 18 milioni non li abbiamo nel bilancio 2015, ma una cosa deve essere chiara: la Regione non ha intenzione di abbandonare le Terme. Certo, faremo un controllo puntuale degli investimenti, ma oltre che con criteri di economicità ed efficienza, terremo conto della valorizzazione del patrimonio culturale. In altre parole, non agiremo solo il termini monetari». Soluzione Verdi. Nei giorni scorsi era scoppiato anche il bubbone teatro Verdi, con la Soprintendenza che aveva bloccato la cessione del bene ai Cardelli. «Entro questa settimana dice l'assessore la Soprintendenza mi farà sapere se è possibile non far scattare gli ulteriori 180 giorni per il diritto di prelazione. Ma abbiamo pronto anche un piano B: la Regione svincolerà risorse temporanee anticipando quanto poi sarà versato dagli acquirenti. La vendita sarà comunque perfezionata». Nuove strategie. Il consigliere Riccardo Sensi ha poi sollevato dubbi sulle possibilità di restare in vita per una società che ogni anno perde tra 1,5 e 2,5 milioni. «Investiremo su nuove professionalità del settore ha risposto Nocentini in grado di procacciare nuovi clienti. E dobbiamo mettere a reddito il patrimonio immobiliare, differenziando offerta e servizi. Serve una strategia industriale nuova: le condizioni per farlo ci sono». Concetto ribadito dal sindaco Giuseppe Bellandi: «Sono appena stato a Bath, in Gran Bretagna. Lì nel 1970 le terme erano state chiuse. Poi la città è ripartita e gli investimenti dai 22 milioni di sterline ipotizzati inizialmente sono passati a 45. Ora però hanno portato le presenze turistiche annuali da 4,5 a 6 milioni». Ma per Sensi «di valorizzazione del patrimonio immobiliare e di diversificazione dell'offerta si sente parlare dagli anni '90».