FIRENZE Nessun limite all'estrazione del marmo. Neppure sopra i 1200 metri, in piene aree vincolate. Dopo l'ultima commissione Ambiente e Territorio - denuncia Monica Sgherri, capogruppo di Rifondazione comunista in Regione - il piano del paesaggio subisce un altro stravolgimento. Anche in vetta si possono riattivare le cave dismesse, indipendentemente da quando sono state chiuse. E i quantitativi di estrazione non sono più contingentati. «Questo colpo di mano - spiega Monica Sgherri - è l'effetto combinato di emendamenti approvati a disposizioni diverse del piano del paesaggio». In primo luogo - specifica - è stata cambiata la disciplina dei beni paesaggistici che regolamenta le aree sottoposte ai vincoli della ex legge Galasso (e oggi tutelate dal Codice dei beni culturali). «Nel piano del paesaggio adottato a luglio, si precisava che sopra i 1200 metri si potevano riattivare solo cave dismesse da non oltre 20 anni. Nella versione emendata con i recenti emendamenti, invece, si dice che possono essere riattivate tutte le cave dismesse, indipendentemente da quanto non sono più in attività». A questa norma se ne somma «un'altra altrettanto pericolosa: c'è la possibilità, senza bisogno di autorizzazione paesaggistica, di aumentare fino al 30 il quantitativo da estrarre dalle cave. Ci siamo chiesti: il 30 di che cosa? La risposta può essere semplice nel caso di cave in attività e con regolare autorizzazione: il quantitativo - ricorda Monica Sgherri - è specificato nel permesso. Ma il problema si pone per le cave da riattivare». In quel caso, infatti, non ci sono quantitativi di riferimento. «Proprio io ho presentato un emendamento, per precisare che, nel caso delle case dismesse e riattivate il 30 si calcolasse sull'ultima autorizzazione concessa. L'emendamento, però, è stato bocciato nell'ultima commissione. In compenso, gli uffici tecnici della Regione hanno chiarito che per le cave dismesse, si può prendere come riferimento il quantitativo estratto dall'inizio dell'attività alla cessazione. Per tutta la durata della vita della cava. Di fatto parliamo di quantità illimitate, soprattutto se la cava è secolare». Ma non è ancora tutto. Monica Sgherri fa presente anche che è stato l'escavo su vette e crinali sotto i 1200 metri, anche in galleria, purché non si scavi in modo "significativo". Anche in questo caso "non si è voluto quantificare il concetto di «significativo". E, quindi, magari basta lasciare una metà di vetta in piedi per essere in regola. Per cercare di rimediare a questi disastri, saremo noi come Rc a ripresentare emendamenti in aula: proveremo a riportare il piano del paesaggio al testo adottato a luglio dell'anno scorso».
TOSCANA. PIANO PAESAGGISTICO. Sulle vette il marmo è senza limiti
Il piano del paesaggio della Toscana è stato modificato in modo significativo. Le cave di marmo possono essere riattivate indipendentemente dalla distanza dal livello del mare e senza vincoli di quantità. Le aree vincolate non sono più protette. Le cave dismesse possono essere riattivate senza autorizzazione paesaggistica e senza vincoli di quantità. Il quantitativo di estrazione può essere aumentato fino al 30. Le cave in attività possono essere aumentate fino al 30 il quantitativo di estrazione, ma il quantitativo è specificato nel permesso. Le cave dismesse possono essere riattivate con un quantitativo di estrazione che può essere calcolato sull'ultima autorizzazione concessa o sull'ultima quantità estratta.
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