LIVORNO «Il piano del paesaggio così come verrà portato in aula viola le norma di tutela delle aree protette. Le leggi italiane, ma anche quelle comunitarie. È illegittimo». Umberto Mazzantini, responsabile del settore Mare di Legambiente, considerato uno dei massimi esperti dell'arcipelago toscano, non ha dubbi: la Regione approva il piano in aula «per farselo bocciare». Dal ministero dei Beni culturali o in un tribunale amministrativo. Perché qualcuno che lo impugnerà ci sarà. Potrebbe essere la stessa Legambiente. Che non ha intenzione di stare con le mani in mano, mentre la Regione, con l'aiuto del Pd, cementifica la costa «nel momento in cui l'Unione Europa per le coste mediterranee ha detto che si è costruito troppo. In particolare - sottolinea Mazzantini - per l'Italia ha precisato che si è superato il livello di guardia della cementificazione e ha dato indicazioni precise al riguardo nella "marine strategy", nella politica per lo sviluppo e la tutela delle coste. Alla quale, fra l'altro, ha contribuito il sottosegretario all'Ambiente Silvia Velo che è della costa a sud di Livorno». In compenso, il consigliere regionale Matteo Tortolini - denuncia Mazzantini cerca di cementificare le spiagge, le dune. Per Marco Sabatini, della segreteria regionale di Sel, non resta che «prendere atto del salto di qualità compiuto dal patto del Nazareno e della nascita del "Partito unico del cemento", suggellato dall'ennesimo stravolgimento targato Pd-Fi al piano paesaggistico che adesso, oltre alle cave, permette di intervenire sulle dune e su molto altro distruggendo zone di grande pregio naturale e paesaggistico». Fra l'altro - rincara Mazzantini - è la prima volta che in un piano paesaggistico «ci si concentra sugli insediamenti per un certo tratto di costa, in violazione, lo ripeto con la normativa Galasso (oggi inglobata dal Codice dei beni culturali) e dalle direttive comunitarie. Fra l'altro, come Legambiente non solo siamo d'accordo a vietare nuovi insediamenti a 300 metri dalla linea di costa, ma addirittura vogliamo proporre di estendere questo divieto a 2 chilometri, come nel piano del paesaggio della Sardegna». Prima di questo, comunque, Legambiente vuole evitare la «colata di cemento in aree protette da vincoli europei come zone di conservazione speciale». Il risultato delle modifiche apportate al piano originario - dice Mazzantini - è un testo «che entra in contrasto con la legge 65 del 2014 sull'urbanistica approvata per bloccare il consumo di suolo. L'attuale piano, infatti, il consumo di suolo lo favorisce. Come agevola la costruire di hotel anche all'Elba dove gli albergatori sono contrari a nuove strutture ricettive».