Dopo 40 anni si realizza il sogno dello studioso wmeno. Inaugurato ieri nello storico Palazzo Loffredo Dopo quarant'anni si realizza il sogno di Dinu Adamesteanu, fondatore dell'archeologia in Basilicata, scomparso lo scorso anno: vedere raccolte in un'unica esposizione le straordinarie ricchezze di questa regione. E proprio allo studioso rumeno, è intitolato il Museo nazionale archeologico della Basilicata, inaugurato ieri a Potenza, nello storico Palazzo Loffredo, dal vice ministro per i Beni e le attività culturali, Antonio Martusciello. Con l'apertura del museo nazionale della Basilicata si completa il progetto di Dinu Adamesteanu, primo soprintendente archeologico della Basilicata, nel 1964, ideatore della rete museale lucana con i musei della Siritide, di Metaponto, di Melfi e ancora il Ridola di Ma-tera, e quelli di Venosa, Grumento Nova, Muro Lucano. «n Museo nazionale di Potenza - ha spiegato Maria Luisa Nava, ex Soprintendente archeologico della Basilicata, che ha fortemente voluto un Museo nazionale a Potenza e proprio a Palazzo Loffredo - completa il disegno di Adamesteanu di ripercorrere idealmente in un'unica esposizione la storia della Basilicata in tutte le sue fasi, dalla preistoria, alla precolonizzazione, alle colonie greche (Metaponto e Siris Erakleia), alle città romane (Venosa e Grumento), agli abitati indigeni (Lavello, Melfi, Banzi, la Val dell'Agri, l'Enotria)». «È una data importante per la città di Potenza - ha detto il vice ministro Martusciello - con questo museo, si candida ad essere polo nazionale di riferimento per l'archeologia. L'"A-damesteanu" potrà essere anche un importante strumento per il rilancio turistico della città». «Questo evento - ha aggiunto il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo - è il risultato della proficua collaborazione tra Regione, Comune e Soprintendenza». «E così - ha ribadito Vito Santarsiero, sindaco di Potenza, che ha ceduto in comodato gratuito alla Soprintendenza l'edificio di proprietà del Comune il Palazzo storico per eccellenza della città, cuore pulsante della vita sociale e politica potentina nei secoli XVII e XVIII, riapre e torna al vecchio splendore per candidarsi ad essere riferimento culturale per l'intera comunità regionale». Un percorso museale che si snoda attraverso le sale del Palazzo del Conte, la residenza dei Loffredo nel cuore del centro storico della «Potentia antica», vicino alla Cattedrale di san Gerardo, alla Curia arcivescovile, alla torre Guevara, alle porte della città. L'edificio, che risalirebbe agli Angioini, tra il XII e il XIII secolo, anche se il suo impianto è cinquecentesco, torna ad essere il palazzo della cultura, sintesi della storia e dell'archeologia lucana. Riaperto a quasi 25 anni di distanza dal terremoto del 1980 si sviluppa su due piani e 22 sale, per oltre 3.800 metri quadrati, secondo un criterio cronologico e territoriale che offre al visitatore un quadro generale sull'archeologia della regione ed un approfondimento sugli eccezionali ritrovamenti del Potentino, per la prima volta e-sposti in una sede permanente. Si parte da una sala introdut-tiva in cui gli altri musei della regione sono simbolicamente rappresentati da testimonianze archeologiche maggiormente caratterizzanti l'area a cui il museo si riferisce. Una serie di sale conducono poi idealmente il visitatore attraverso il territorio lucano e la sua storia in un percorso diacronico che sottolinea le diversità di ciascun territorio, diversità nelle quali poi si realizza l'unità dell'evoluzione storica della regione. Da Palazzo Loffredo si snodano le vie dell'archeologia, guardando alla vicina Villa romana di Malvaccaro a Potenza e ai suoi mosaici e all'abitato e al santuario di Serra e Rossano di Vaglio. Provengono da qui le tombe principesche che aprono la mostra. Prima fra tutte quella della Principessa di Vaglio con il suo corredo straordinario, apprezzato in mostre nazionali e internazionali. Un viaggio affascinante che si conclude con le testimonianze di età romana là dove è la stessa città di Potenza a continuare a raccontare la sua storia attraverso i suoi monumenti, dal Medioevo ai nostri tempi. Il Museo archeologico nazionale della Basilicata «Dinu Ada-mesteanu» è aperto: il lunedì dalle 14 alle 20 e da martedì a domenica dalle 9 alle 20. Infotel 0971.21719, www.archeobasi.it
L'archeologia lucana ha il suo museo
Il Museo nazionale archeologico della Basilicata, inaugurato ieri a Potenza, è il risultato di 40 anni di sogni di Dinu Adamesteanu, fondatore dell'archeologia in Basilicata. Il museo è stato inaugurato nello storico Palazzo Loffredo e offre una esposizione unica delle ricchezze archeologiche della regione. Il museo è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Regione, Comune e Soprintendenza. Il percorso museale si snoda attraverso le sale del Palazzo del Conte, la residenza dei Loffredo, e offre un quadro generale sull'archeologia della regione ed un approfondimento sugli eccezionali ritrovamenti del Potentino.
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