SIRACUSA. Negli anni Novanta venne fatto anche il computo dei chewingum incollati alla roccia: migliaia e migliaia di impiastri pericolosi per uno dei teatri antichi meglio conservati dell'antichità. La colpa, secondo i tecnici, è del "sovrautilizzo" di questi ultimi decenni a cui non ha fatto seguito alcun restauro nonostante i numerosi appelli (e ipotesi di progetti) lanciati da archeologi e soprintendenti. Ma la Regione, a cui compete la cura del monumento, non li ha ascoltati lasciando che l'incuria ordinaria divenisse emergenza. Solo nel 2014, l'assessorato regionale ai Beni culturali ha incassato 3 milioni e 256mila euro dai ticket dei 338mila visitatori paganti tuttavia, come ogni anno, nessuna somma è stata destinata alla manutenzione straordinaria del monumento calpestato da 459mila turisti all'anno a cui si aggiungono migliaia di spettatori delle Rappresentazioni classiche dell'Inda al Teatro greco aretuseo. E così il tempo e gli agenti atmosferici, i turisti e gli spettacoli sono diventati nemici, aggressori: oggi, il sito archeologico simbolo dell'Occidente greco perde pezzi. Letteralmente. A gennaio, dopo un sopralluogo urgente voluto dalla Soprintendenza e presieduto dal professor Lazzarini, uno degli esperti mondiali del restauro lapideo antico (ha curato gli interventi all'Arena di Verona ed è componente del Comitato per la cura dei marmi dell'Acropoli di Atene), venne accertato lo stato di allarme. Per questo, l'allora soprintendente ad interim Calogero Rizzuto aveva redatto un progetto di somma urgenza con il benestare del dipartimento ai Beni culturali della Regione e la piena disponibilità del Comune di Siracusa. Proprio il sindaco renziano Giancarlo Garozzo e presidente della Fondazione Invio da, aveva assicurato che una parte dei fondi dei ticket di accesso al Teatro greco (il cosiddetto sbigliettamento che concede il 30 degli incassi alle amministrazioni locali) sarebbero serviti per i lavori più urgenti prima dell'avgradinate della stagione teatrale di maggio. Nulla di fatto: la burocrazia regionale ha "congelato" i 148mila euro necessari per mettere in sicurezza il Teatro greco. Così oggi, alla vigilia delle operazioni di montaggio di palco e lignee sull'antico monumento per la stagione 2015, Siracusa lancia l'ennesimo grido d'allarme mostrando il suo volto sfregiato. Bloccati 450mila euro alla Regione: somma con cui poter assicurare la manutenzione ordinaria, compresa la pulizia dei bagni assicurata a singhiozzo per assenza di fondi, il diserbo e la cura quotidiana. Oltre ai 148mila euro per il restaurotampone. «La Regione ha stanziato solo le somme dello sbigliettamento del primo semestre dice il vicesindaco Francesco Italia, assessore comunale ai Beni culturali . Abbiamo inviato la rendicontazione come richiesto ma nulla ancora si è mosso. Paghiamo certo l'uso disinvolto che nel passato si è fatto di questi fondi, ma noi siamo stati corretti e precisi ». Già, il passato. Qualcosa non ha funzionato per questo la Regione ha irrigidito e complicato l'iter con una nuova procedura voluta da Crocetta lo scorso giugno, proprio per evitare spese che nulla hanno a che fare con i siti antichi. Gli incassi di monumenti e musei regionali, infatti, dai monumenti vanno a Palermo nelle casse dell'assessorato ai Beni culturali che, a sua volta, deve reindirizzarli ai Comuni sulla base della rendicontazione e non più direttamente dai siti alle amministrazioni locali, come in passato. Ciò impone il passaggio intermedio con l'assessorato all'Economia, maggiore controllo ma anche tempi più lunghi come contesta il sindaco Garozzo. «Di questo abbiamo parlato con l'assessore Baccei afferma l'assessore regionale ai Beni culturali, Antonio Purpura ed è stato deciso che, subito dopo l'approvazione della finanziaria, verrà stanziata la seconda tranche del 2014 a Siracusa come nel resto dell'Isola. Ma è stato deciso anche di rivedere la normativa per evitare ritardi e lungaggini e, al contempo, garantire la rigida applicazione delle direttive della convenzione che città come Siracusa e Taormina hanno sempre seguito, ma altri Comuni siciliani no». Ma forse potrebbe essere troppo tardi per Siracusa perché una nuova stagione teatrale "consumerebbe" ancora le pietre. E, tuttavia, il restauro da solo non sarà sufficiente. «Bisognerà pensare a nuovi ponteggi per allestire gli spettacoli dice Rizzuto e le soluzioni ci sono: basti pensare che un metro di tubo in ferro zincato che viene utilizzato da sempre per palco e scenografie, pesa 3 chili e 700 grammi. Utilizzando l'alluminio il peso diminuirebbe del 60». Quello che diminuisce, ogni giorno di più, è la possibilità di custodire integra la bellezza del monumento greco.