Il parco della Neapolis si estenderà includendo aree archeologiche e naturalistiche finora non inserite. È stato ammesso a finanziamento - per 6 milioni di euro - lo studio di fattibilità che il Rotary club Ortigia ha messo a disposizione della Soprintendenza. L'ente si è immediatamente messo all'opera per rientrare nei tempi previsti per accedere al bando, riuscendo nell'impresa «grazie anche alla collaborazione del Comune - spiega Rosa Lantieri, dirigente Servizio Beni archeologici della sovrintendenza di Siracusa - che ci ha messo a disposizione sue aree che ricadevano nel progetto». La sovrintendenza siracusana, tra l'altro, è risultata la migliore di tutta la regione, almeno in termini di qualità dei progetti presentati: ne sono stati approvati 6 (Palermo, ad esempio, ha avuto l'ok solo per 2). «Il progetto è stato redatto non solo nell'ottica di ricucire le aree archeologiche limitrofe al parco della Neapolis, ma anche di valorizzarne altre, creando un unico circuito, ma anche per rilanciare il turismo. A noi non interessa il visitatore che viene per 2 ore magari consuma un gelato, sporca e se ne va. Vogliamo che il turista sia attratto e che resti a lungo». La sovrintendente Beatrice Basile: «L'obiettivo è quello di ricomporre tutto l'arco dei parchi, dalle latomie dei Cappuccini a San Giovanni, dalle catacombe di Santa Lucia ai tempietti greci di piazza Adda. Il nostro intento è quello di mettere a sistema, anche con una rete collegamenti multimediali, tutto quello che c'è ad est della Neapolis». Beatrice Basile rileva peraltro che lo studio di fattibilità ammesso a finanziamento recupera «un progetto chiarissimo che era nel piano regolatore della città che porta la firma di Cabianca. Erano gli anni 60 e allora il piano non fu compreso, tanto è che furono consentite edificazioni che hanno divorato parte del patrimonio archeologico». Lo studio di fattibilità estende i confini dell'attuale parco archeologico, da una parte eliminando via Cavallari (che a quanto pare sarebbe stata realizzata fuori norma) inglobandola nel parco stesso, dall'altra rifunzionalizzando un sottopassaggio che conduce fino a via Basento, dall'altra ancora seguendo il percorso del canale Galermi (l'antico acquedotto romano) per arrivare fino alle mura dionigiane e al castello Eurialo. Il parco così progettato, verrà poi perimetrato da una pista ciclabile». Ipotizzati anche percorsi a cavallo «come era solito fare Paolo Orsi - spiega ancora Rosa Lantieri - ma c'è anche il recupero dei giardini botanici per le passeggiate naturalistiche». Lo studio di fattibilità è opera dell'arch. Francesco Pappalardo e dell'ing. Marco Valenti. «Abbiamo seguito le linee guida del vecchio progetto di Barnabò Brea - spiega Francesco Pappalardo - rimodulandole sia in base ai nuovi insediamenti abitativi allora inesistenti, sia in ragione delle nuove esigenze e comunque nell'ottica del rilancio turistico ». Il progetto, infatti, propone anche spazi dedicati al ristoro dei visitatori. «Un modo per intrattenerli e trattenerli, invogliandoli - una volta dentro il parco - a proseguire tappa dopo tappa per scoprire cosa c'è dopo».