SEMPLICI rilievi topografici effettuati con l'ausilio di un treppiedi e di un GPS in aree pubbliche e demaniali lungo il futuro tracciato a terra del gasdotto. Ecco cosa ci facevano giovedì mattina i tecnici della Tap sulla spiaggia di San Foca. A spiegarlo è la stessa società che cura il progetto del gasdotto. "Nessuna irregolarità nei rilievi" spiega in una nota la multinazionale. La presenza dei tecnici in riva al mare, sul luogo dove dovrebbe essere realizzato l'approdo del gasdotto, infatti, non era passata inosservata e aveva creato allarme tra gli ambientalisti che si oppongono al progetto. "Con quale autorizzazione sono qui?" aveva tuonato il comitato No Tap denunciando la presunta assenza di autorizzazioni. Gli attivisti avevano anche chiamato la polizia municipale denunciando quei rilievi "sospetti" e gli agenti erano dovuti intervenire in spiaggia. A stretto giro, però, è arrivata la replica da parte della società. "Questa attività, che non necessita di alcun genere di autorizzazione, non è in alcun modo connessa con i quattro sondaggi geotecnici in aree sottoposte a vincolo paesaggistico in prossimità della costa, che saranno effettuati non appena saranno rilasciate le autorizzazioni necessarie - scrivono da Tap il negligente ritardo di questo rilascio da parte dell'Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e Roca (cui il Comune di Melendugno ha delegato questo tipo di attività amministrativa)è già stato oggetto di una richiesta di chiarimenti da parte del competente servizio della Regione Puglia, titolare della vigilanza su questo genere di atti".