Si è chiusa con una passeggiata fino a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale, la manifestazione delle associazioni ambientaliste e dei comitati in difesa delle Alpi Apuane. Avvicinando i manifestanti il messaggio indirizzato alla Regione ha parlato una sola lingua: "Rivogliamo il piano del paesaggio originario, quello della Marson. Il Pd e Forza Italia lo stanno stravolgendo. Ma non si fa del bene né all'ambiente né all'occupazione". La mobilitazione ha contato in piazza Duomo un centinaio di persone provenienti da tutta la Toscana, ma non è passata inosservata alla folla dei turisti che assiepavano il centro. Piena com'è stata di bandiere colorate, cartelli con slogan improvvisati appesi al collo, fischietti assordanti. Complice la bella giornata di sole, la prima scenografia ha srotolato una lunga fila di lenzuoli, ciascuno riempito con una lettera, che ha composto la scritta nera su sfondo bianco "Salviamo Le Apuane". Una grande lenzuolata di protesta, che ha occupato tutto l'ingresso alla piazza e ha attirato l'attenzione di molti curiosi. Poi è scattato il flash mob. I manifestanti hanno creato due ali di folla ai lati di via Martelli lasciando la strada vuota al centro. Ed è nato una sorta di palcoscenico improvvisato che ha visto sfilare un gruppo di cinque-dieci-cento persone che cresceva nell'andare e venire camminando, fino a inglobare la folla che stava ai lati. Quasi tutti i manifestanti hanno portato con sé almeno un segno di riconoscimento dell'associazione, del comitato o partito politico di appartenenza. Tante le bandiere di Legambiente. sventolanti sullo sfondo del Duomo. C'erano le casacche gialle delle guide al Parco delle Apuane, il Club Alpino Italiano. I manifestini attaccati stile panni stesi del No Co2 Certaldo svolazzavano sopra le teste. E ancora. C'erano la bandiera della Lipu, gli attivisti di Italia Nostra, il Centro cultura La pietra di vento, gli Amici della Alpi Apuane, gli Amici della Terra, i comitati per l'acqua. E poi i partiti politici, alcuni di quali ai nastri di partenza per le regionali: Movimento 5 Stelle, Buongiorno Toscana e i Verdi, tutti ben attenti a capitalizzare un possibile consenso sulla scelta neo-cementificatoria della giunta regionale. Con un'appendice sindacale nell'Usb, i sindacati di base, e il movimento Per un'Altra Città. Tutti orgogliosi di mostrare in piazza la loro appartenenza e la loro indefessa contrarietà al piano paesaggistico che martedì prossimo il consiglio regionale si appresta a votare. «Per noi il piano è solo uno, quello di Anna Marson». (Samuele Bartolini)
TOSCANA - PIANO PAESAGGISTICO. La lenzuolata di protesta davanti alla sede della Regione
La manifestazione delle associazioni ambientaliste e dei comitati in difesa delle Alpi Apuane si è svolta a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale. I manifestanti hanno chiesto di rivolgere il piano del paesaggio originario, quello della Marson, che il Pd e Forza Italia stanno stravolgendo. La manifestazione ha contato un centinaio di persone provenienti dalla Toscana e ha attirato l'attenzione di molti turisti. I manifestanti hanno creato un palcoscenico improvvisato con un gruppo di persone che hanno sfilato in mezzo alla folla. Le bandiere di Legambiente, il Club Alpino Italiano e altri gruppi ambientalisti erano visibili.
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