CARRARA L'Assemnblea permanente si dichiara «contro lo stravolgimento del Piano Paesaggistico Regionale attuato da parte del Partito Democratico». Fanno la cronistoria del Piano di Indirizzo Territoriale che riguarda la regolamentazione, la gestione e la tutela del territorio della Regione Toscana. «A proporlo, inizialmente, fu l'assessore all'urbanistica Anna Marson: prevedeva una forte riduzione dell'attività estrattiva e un piano di riconversione dell'economia che potesse portare al reimpiego dei lavoratori in attività alternative e più sostenibili. Come da copione questa proposta scatenò una dura reazione dei "padroni" delle cave». «Così si procede ad un allontanamento della proposta Marson e si procede ad una modifica nel luglio 2014, nella quel rimangono alcuni punti a tutela del paesaggio (come la chiusura delle cave sopra i 1200 metri), ma che pone le basi per una silente inversione di marcia. Si arriva così al maxiemendamento che di fatto ne stravolge la natura ed il senso». Secondo l'Assemblea permanente, «sebbene non esaustivo riguardo la tutela del paesaggio apuano, anche nella sua forma originaria, si crede fermamente che il Pit (piano paesaggistico) a firma Marson avrebbe garantito un salto di qualità notevole rispetto alla oramai insostenibile devastazione ambientale che si protrae da decenni nelle nostre montagne. Prevedeva infatti che l'ampliamento di ogni cava esistente venisse sottoposto ad una valutazione che ne autorizzasse l'attività estrattiva. Le modifiche proposte dal Pd in questo maxiemendamento consentiranno l'ampliamento del 30 dei bacini senza bisogno di alcun controllo. Inoltre sarà possibile riaprire cave abbandonate conformi al regolamento del 1985 - anche sopra i 1200 metri». E tutto ciò darebbe un'idea, secondo l'Assemblea permanente, «di come le Alpi Apuane siano concepite dai vertici regionali: come una mera fabbrica di soldi e non come una riserva naturale da salvaguardare e tutelare. Esse vengono sfruttate fin da prima della conquista romana (IV sec. a.C.) e, se ancora sottoposte ad una politica di devastazione selvaggia, senza regolamentazione né tutela, si arriverà ad uno stravolgimento tale che comporterà gravi danni e conseguenze all'ambiente e al territorio circostante». Sulla base di queste considerazioni, i cittadini dell'Assemblea Permanente «chiedono che il Piano Paesaggistico sia approvato nella sua forma originaria e che si inizi un percorso di tutela delle Alpi Apuane e del paesaggio Toscano che porti ad una regolamentazione consapevole dei bacini esistenti, incentivando la filiera corta per la lavorazione dei materiali estratti, in modo da ricreare posti di lavoro e un'economia sostenibile per la zona di Massa Carrara e di tutta la Toscana. E che esso attui una politica volta alla limitazione dell'escavazione nei volumi, nella qualità e nella modalità aumentandone il valore di mercato». E aggiunfge: «Si deve bloccare la deturpazione di un paesaggio unico al mondo come quello Apuano, dichiarato Geoparco e patrimonio Unesco». L'Assemblea permanente ha partecipato alla manifestazione di ieri svoltasi in Piazza del Duomo a Firenze; e invita a partecipare al presidio, che si terrà sempre a Firenze martedì 10 marzo dalle ore 14 presso la sede della Regione Toscana.
TOSCANA - PIANO PAESAGGISTICO. Piano paesaggistico sì, ma approvando la forma originaria
L'Assemblea permanente si è espresso contro il maxiemendamento al Piano Paesaggistico Regionale, che ha stravolto la natura e il senso del piano originario. Il piano originario, proposto dall'assessore Anna Marson, prevedeva una forte riduzione dell'attività estrattiva e un piano di riconversione dell'economia per il reimpiego dei lavoratori in attività alternative. Tuttavia, il maxiemendamento ha consentito l'ampliamento del 30% dei bacini senza controllo e ha permesso la riapertura di cave abbandonate. L'Assemblea permanente ha criticato la politica di devastazione selvaggia e ha chiesto l'approvazione del piano originario e la tutela delle Alpi Apuane e del paesaggio Toscano.
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