STAZZEMA. I tempi ormai sono strettissimi. Il 10 marzo la Toscana voterà il piano paesaggistico. E sulla proposta di legge ha messo le mani direttamente il Presidente Enrico Rossi, con gli emendamenti presentati a fine febbraio. Per rimettere tutti d'accordo, almeno all'interno del consiglio regionale. Perché invece fuori dal palazzo della Regione, a Firenze, proseguono le critiche da ogni parte. Da una parte gli imprenditori del marmo sono tornati a dissentire sulle ultime modifiche alla proposta del Piano di Indirizzo Territoriale, e stamani alle 10 hanno organizzato un'assemblea pubblica al Mu.Sa di Pietrasanta. Dall'altra a Firenze, a poche ore di distanza, andrà in scena la manifestazione degli ambientalisti. «Le prescrizioni, le direttive e gli indirizzi ratificati nella seduta di ieri in Regione non sono una soluzione equilibrata e non tutelano lo sviluppo, le imprese e il lavoro», scrive in una nota il Coordinamento delle Imprese lapidee apuo-versiliesi. «Si tratta dell'ennesimo rimpasto dell'ultimo minuto che stravolge completamente i testi finora discussi. Questo alimenta il clima di totale incertezza su numerose parti del piano». Tuttavia uno dei punto fermi approvato ieri dalla commissione regionale riguarda il via libera all'ampliamento delle cave dismesse. Un punto a favore dei "cavatori". Anche se gli ampliamenti non potranno essere superiori al 30 su quanto precedentemente autorizzato. Invece non sarà possibile realizzare nuove discariche di cava sui bacini estrattivi delle Apuane.