«LA situazione è cambiata, il Teatro Continuo di Burri al parco Sempione non va riproposto ». È la tesi di Italia Nostra che ieri si è schierata a fianco della fondazione Perilparco, contraria alla ricostruzione dell'installazione dell'artista. «I rapporti spaziali, paesaggistici- ambientali e culturali sono cambiati, come ha affermato nel 1986 la stessa Soprintendenza per i beni ambientali e paesaggistici che ha sancito la continuità e la coerenza paesaggistica della linea Castello Arco della Pace». I lavori sono comunque già partiti, cosa «deprecabile» perché il Comune non ha voluto aspettare la commissione Cultura che lunedì «esaminerà per la prima volta l'intera vicenda ascoltando le ragioni del dissenso ». In quella sede Italia Nostra e i comitati illustreranno «le ragioni dell'opporsi e le ipotesi alternative per dare a quest'opera una sede congrua nel rispetto dell'artista».