PRENDE il via tra poco la nuova stagione delle mostre: la prima il 21 marzo, dedicata ai gioielli di Gianmaria Buccellati («ogni anno vorrei aprire un'esposizione in quella data, creare un appuntamento di benvenuto alla primavera » dice il direttore). Seguiranno "Pregare. Un'esperienza umana. L'incontro con il divino nelle culture del mondo", dall'11 aprile, in vista dell'ostensione della Sindone, e "Alle origini del Made in Italy: le meraviglie d'Italia dal Medioevo al Rinascimento fino all'età del Barocco", dal 25 luglio. Mentre si conferma, dal 26 settembre, l'attesa mostra "Raffaello. Il Sole delle Arti", in collaborazione con Musei Vaticani, Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti Mario Turetta, dall'ufficio a Palazzo Chiablese a quello nella Reggia di Venaria. Come si trova? «Guardi, questo non è certo un luogo nuovo per me. Dal 2004, quando sono arrivato come direttore regionale, ho iniziato a lavorare alla riapertura: due anni dopo, c'ero io dall'allora ministro Francesco Rutelli per la firma del protocollo per la nascita del Consorzio. E le sinergie con i musei del Polo torinese, due esempi per tutti la mostra di Leonardo per i 150 anni dell'Unità e quella delle raccolte del Principe Eugenio dalla Galleria Sabauda, sono proseguite anche in tempi recenti. E' cambiata solo la governance: finora, con Alberto Vanelli, c'era un direttore della Regione, ora ci sono io per conto del Mibact». Quali programmi ha in mente? «Sto ancora guardandomi intorno: sono arrivato da poco, con il programma dell'anno già definito. Un anno importante, tra Expo e Ostensione della Sindone. Proseguiranno gli eventi nei giardini: quest'estate per la prima volta porteremo il cinema all'aperto, nel cortile delle Carrozze. Stiamo chiudendo inoltre gli accordi per l'esposizione di Raffaello, che aprirà a fine settembre ». E quali le priorità? « Vorrei fare salire la reggia nella top ten dei luoghi visitati in Italia, dove peraltro occupa già una buona posizione, sviluppando il lavoro avviato in questi anni. E soprattutto fare in modo che Venaria sia veramente il portale delle regge sabaude: la sfida è realizzare, partendo da qui, un sistema di valorizzazione di tutte, a prescindere dalle proprietà». Dopo il Polo Reale, il Polo delle Residenze? «Lo chiamerei "circuito", inteso come insieme di beni già connotati dal marchio Unesco. Certo, con il polo torinese è stato più facile, per via della proprietà unica. Qui si tratta di luoghi appartenuti ai Savoia, che oggi però hanno proprietari in parte diversi. Ma non è questo il punto, nessuno pensa di creare un unico ente di gestione: i castelli della Loira hanno padroni diversi, eppure sono percepiti come un unicum. Qui c'è per esempio Stupinigi, che è dell'Ordine Mauriziano: eppure si potrà collaborare. O Rivoli, che magari confluirà nella Superfondazione: ma va bene così, noi di castelli ne abbiamo già abbastanza. Occorre scindere la proprietà dal brand: è l'identità che, pur lavorando su differenze e specificità, deve essere percepita come comune». In che modo? «Per esempio con eventi che uniscano le regge, dai festival, al teatro, alla musica. E con il marketing, mettendo in comune promozione, comunicazione, gestione delle biglietterie. E' inutile creare navette se non c'è richiesta: la richiesta sviluppa il mezzo e non viceversa. A questo proposito è stato approvato dieci giorni fa dalla giunta di piazza Castello il protocollo tra Ministero e Regione per dare avvio a un tavolo comune per la valorizzazione delle residenze: il prossimo passo sarà la firma di Franceschini e Chiamparino». Il ministro ci crede? «Non solo, è stato uno dei promotori dell'iniziativa: è partita da lui l'idea di Turetta a Venaria. Ho il compito di portare avanti e sviscerare un piano non fattibile nell'immediato: mi sono dato una scadenza di tre anni, quelli del mio mandato. L'obiettivo è di concretizzare il circuito delle regge entro il 2018».
PIEMONTE - Il debutto di Turetta "Venaria diventerà il motore delle regge"
La nuova stagione delle mostre in Italia inizia presto, con la prima esposizione dedicata ai gioielli di Gianmaria Buccellati il 21 marzo. Seguiranno altre mostre, tra cui "Pregare. Un'esperienza umana. L'incontro con il divino nelle culture del mondo" e "Alle origini del Made in Italy: le meraviglie d'Italia dal Medioevo al Rinascimento fino all'età del Barocco". Mentre si conferma l'attesa per la mostra "Raffaello. Il Sole delle Arti", in collaborazione con Musei Vaticani, Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti, il direttore della Regione Piemonte, Mario Turetta, parla di priorità per il suo anno di gestione.
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